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Conad fronteggia la crisi dei consumi investendo 800 milioni di euro

21/02/2013


 

La crisi economica ha peggiorato le condizioni economiche delle famiglie arrivando ad infrangere quello che sembrava essere un ultimo tabù, i consumi alimentari. Consumi che l’Istat registra in calo del 2 per cento nel 2012; come dire rinunciare a 8 kg di pasta o a 7 litri di latte ogni mese. In questo scenario Conad è a fianco delle famiglie con una nuova iniziativa nella quale stima di investire 200 milioni di euro sulla base delle vendite del 2012. Cifra che potrebbe essere superiore nel caso ci fosse una forte adesione all’iniziativa e che si aggiunge ai 600 milioni delle promozioni annuali già in atto.
Dal 21 febbraio al 30 giugno, in tutti i punti di vendita di Conad, sarà possibile acquistare a prezzi scontati un paniere di 106 prodotti a marchio Conad che rappresentano gran parte della spesa quotidiana: alimentari freschi e surgelati, dolciari, bevande, prodotti per la casa e per l’igiene personale. Prodotti che rappresentano il 30 per cento del fatturato del largo consumo confezionato e il 19 per cento del fatturato totale dei supermercati e degli ipermercati dove la quota della private label è del 23,5 per cento.

Una iniziativa di lunga durata, destinata a produrre un forte impatto sull’economia domestica quotidiana e sui bilanci delle famiglie: l’iniziativa Bassi e Fissi prevede uno sconto medio del 34 per cento rispetto al prezzo medio della categoria (che il cliente ha pagato nel 2012, già comprensivo delle offerte promozionali), con punte di oltre il 49 per cento.

Il risparmio per una famiglia di tre persone è stimato in 205 euro nell’arco dei quattro mesi di durata dell’iniziativa e sarà maggiore per le famiglie più numerose.

 Nel 2011 le famiglie italiane hanno speso 2.488 euro al mese per i consumi, 477 dei quali destinati a alimentari e bevande (il 19 per cento del totale). La spesa alimentare è più alta al Sud, 485 euro (con un’incidenza del 26 per cento), mentre al Nord scende a 473 euro (17 per cento). Ma il problema è il resto dei consumi, sul quale le famiglie faticano a fare economia: spese per l’abitazione (aumentate a 719 euro al mese) e per i trasporti (354 euro), soprattutto, con la domanda di carburanti diminuita del 10,5 per cento nel 2012 (13,6 per cento nel mese di dicembre). Meno volumi, ma introiti più alti per lo Stato, complice una tassazione – tra accisa e Iva – che è tra le più alte in Europa.

Calano i consumi e cresce l’indebitamento delle famiglie per mantenere un livello di vita dignitoso, mentre il 60,6 per cento degli italiani si dice costretto ad intaccare i propri risparmi per poter arrivare alla fine del mese. E una forbice tra Nord e Sud Italia che si amplia: al Meridione i redditi sono più bassi del 27 per cento rispetto alla media nazionale, la crisi colpisce in modo più pesante e le famiglie a rischio di povertà sono il 46,2 per cento, percentuale che cresce tra quelle numerose e con molti figli in minore età.

Il risultato è che in Italia il 61 per cento delle famiglie taglia anche sul carrello della spesa e il 6 per cento non riesce ad arrivare a fine mese. Cambiano, di conseguenza, le “strategie” per risparmiare: ricerca dei formati distributivi più convenienti (supermercati e discount), utilizzo crescente delle promozioni (27,7 per cento), preferenza accordata ai prodotti di marca commerciale (17,4 per cento), riduzione dei consumi grazie a minori sprechi e a minori scorte, passaggio a prodotti meno cari e sicuramente indispensabili. Aumenta il numero delle spese effettuate, ma è in forte calo il valore medio dello scontrino.

Gli acquisti più frequenti riguardano il latte a lunga conservazione (56 euro in un anno), la pasta di semola (31,7 euro in un anno), i biscotti, l’acqua minerale naturale, le uova e lo yogurt intero. Le famiglie stanno riscoprendo il “fai da te” in cucina: la vendita di farina è cresciuta dell’8 per cento, quella di uova del 6 per cento e del 4 per cento per il burro. Torna in auge la preparazione casalinga di pane, pasta, conserve, yogurt, confetture e dolci.

“Il radicamento territoriale di Conad è non solo un elemento distintivo capace di valorizzare la nostra presenza in tante comunità, ma è essere vicini al cliente, per conoscerlo meglio, interpretare i suoi bisogni, capire quali siano gli elementi a cui attribuisce maggior importanza. Persone oltre le cose, appunto, come recita la nuova scritta che accompagna il logo Conad”, sottolinea il direttore generale di Conad Francesco Pugliese. “Conad parla agli italiani con il linguaggio della convenienza e con un’operazione che è essa stessa un valore per andare oltre il classico concetto di offerta e promozione”.

Il rischio povertà e l’esclusione sociale riguardano ormai il 28,4 per cento delle persone residenti in Italia (fonte: Indagine Istat 2011), in aumento del 3,8 per cento nel 2012 e il dato più alto rispetto alla media europea (24,2 per cento).

Da diversi anni Conad sostiene la Comunità di Sant’Egidio – l’organizzazione di utilità sociale che si dedica alla realizzazione di progetti a sostegno delle persone indigenti – mettendo a disposizione prodotti alimentari che hanno problemi di confezionamento, etichettatura o sono prossimi alla data di scadenza.

Un impegno per sostenere le fasce più deboli della popolazione rafforzato con la fornitura – in modo gratuito – di mille panieri con 21 prodotti Conad di uso quotidiano facenti parte dell’iniziativa Bassi e Fissi e indicati dalla Comunità stessa: dai latticini al pane, dalle conserve (passata di pomodoro, tonno...) alla pasta, dagli affettati ai prodotti per l’igiene personale.

I centri di assistenza direttamente interessati all’iniziativa sono quelli di Parma, Genova, Padova, Firenze, Pescara, Napoli, Catania e Palermo.

L’impegno ha la durata di quattro mesi, quanti quelli dell’iniziativa Bassi e Fissi. Un modo per essere vicino a chi ha maggiore difficoltà ad affrontare la quotidianità di un pasto e di una cena in un periodo critico come quello che sta vivendo il Paese.

“Serve sensibilità per capire a fondo i problemi della gente e fornire le più opportune risposte, aiutandosi anche con la fantasia per individuare sempre nuove soluzioni e vivere la solidarietà come un impegno costante, quotidiano”, sostiene Pugliese. “Questa con la Comunità di Sant’Egidio è un’iniziativa che viviamo con orgoglio, perché testimone della consapevolezza che il futuro del Paese passa anche attraverso ciò che ognuno di noi è disponibile a fare nell’interesse della collettività e delle persone più bisognose”.

“Aderiamo in pieno e con entusiasmo al progetto promosso da Conad”, dichiara l’amministratore della Comunità di Sant’Egidio Gianni La Bella. “Un’iniziativa che si aggiunge a quella meritoria in atto per la fornitura di prodotti invenduti e che testimonia la sensibilità e l’impegno di un grande gruppo della distribuzione organizzata per venire in aiuto di tante famiglie bisognose in un periodo di crisi che è ormai anche una grave emergenza sociale”.