La nostra storia

I commercianti associati a Conad Centro Nord sono al servizio del consumatore da sempre.


Fin dagli anni sessanta, hanno scelto la strada dell’associazionismo in cooperativa con lo stesso obiettivo:


Far crescere le proprie imprese al dettaglio per rispondere puntualmente alle mutevoli esigenze dei consumatori.


Oggi i nuovi imprenditori che hanno sostituito i pionieri di un tempo, hanno ereditato il senso di responsabilità verso la propria funzione economica e sociale. La esprimono con la qualità e la sicurezza dei prodotti che offrono ai loro clienti.


La esprimono nel rapporto con le comunità in cui vivono e lavorano, contribuendo alla soluzione dei problemi che i clienti cittadini incontrano nella vita di tutti i giorni.
Tutte le informazioni contenute nel sito di Conad Centro Nord ne vogliono essere la testimonianza. 

 

Le fasi principali della storia dei Dettaglianti Cooperatori di Conad Centro Nord.

Conad Centro Nord conserva da oltre quarant’anni la comune matrice di dettaglianti che hanno la volontà di associarsi condividendo valori, orientamenti, comportamenti.
La nostra storia ripercorre le tappe della storia della cooperazione fra dettaglianti in Italia.

 

NEGLI ANNI SESSANTA

Negli anni Sessanta la nascita della cooperativa veniva promossa da dettaglianti che gestivano negozi alimentari tradizionali e avevano lo scopo di risparmiare sul costo di acquisto dei prodotti alimentari e per la pulizia della casa, saltare i grossisti (che per molti dettaglianti di piccole dimensioni erano l’unica fonte di approvvigionamento), proponendo prezzi più convenienti e difendendo i propri margini di guadagno. La struttura della cooperativa era rappresentata da un deposito autogestito sia per gli acquisti sia per le consegne. La cooperativa non aveva un patrimonio proprio, e quindi non produceva utili per poter così trasferire i vantaggi degli acquisti collettivi allo sviluppo dei soci.

 

NEGLI ANNI SETTANTA

All’inizio degli anni Settanta, le diverse cooperative che aderivano a Conad mettevano a punto i primi servizi di assistenza alle vendite: pubblicità, ristrutturazione dei negozi, promozione di punti vendita moderni, quali i supermercati e le superette. Chiusi i negozi a gestione familiare, i commercianti costituivano società in nome collettivo e mettevano in comune con altri colleghi il patrimonio necessario alla costruzione degli immobili, all’acquisto delle attrezzature e degli impianti. A Reggio Emilia, la scelta di associarsi coinvolge oltre 300 imprese familiari con la chiusura di altrettanti negozi tradizionali e la nascita di una cinquantina di moderne unità di vendita. Un’autentica “rivoluzione sociale”, alla quale non sono estranei gli orientamenti della cooperativa, del consorzio e della Confesercenti ma anche la legislazione commerciale di quegli anni. Una “rivoluzione” dettata dall’accresciuta concorrenza del mercato distributivo e dalla possibilità di finanziamenti pubblici, seppure limitati, messi a disposizione dagli enti pubblici sempre più interpreti delle esigenze dei consumatori.

 

NEGLI ANNI OTTANTA

Nella cooperativa di Reggio Emilia si vivono fenomeni per certi versi “paradossali”: ci sono meno occasioni di nascita di nuovi supermercati di quanti siano i dettaglianti con la volontà di associarsi , per passare alla fine degli anni ottanta, alla necessità di formare nuovi imprenditori commerciali dato l’esiguo numero dei dettaglianti tradizionali rimasti.
Altro paradosso della storia è rappresentato dal fatto che l’esercizio in cui avviene l’incendio del deposito merci di Reggio Emilia nel 1982, si chiude con il primo utile di bilancio grazie alla catena di solidarietà che si realizza in quella occasione.
Appare dunque “naturale” che, all’inizio degli anni Ottanta, i soci imprenditori maturino l’orientamento di permettere alla cooperativa di accumulare gli utili di gestione da destinare allo sviluppo di nuovi supermercati.
La premessa che porterà alla unificazione di cooperative – anche appartenenti a province diverse – per sostenere le vendite, la gestione e l’organizzazione del punto di vendita si è dunque verificato. Conad Emilia Ovest, nata nel 1987 da cooperative di Reggio Emilia e Parma, e di Conad Lombardia, nata nel 1989 da cooperative di Bergamo e Brescia, hanno queste comuni radici.

 

NEGLI ANNI NOVANTA

La cooperativa diventa così una centrale di servizio, di promozione dello sviluppo e di ammodernamento delle imprese gestite dai soci che credono nel servizio di qualità ai clienti.
Conad Emilia Ovest finanzia un complesso sistema di società per la realizzazione di nuovi supermercati, la cui gestione è affidata alle classiche società fra persone, spesso giovani, che diventano dettaglianti con il minimo impegno di capitali. E’ una scelta strategica vincente, confermata nel 1999 dai soci di Conad Centro Nord, nata dall’unificazione di Conad Emilia Ovest e di Conad Lombardia.

 

NEL NUOVO MILLENNIO

Una rinnovata cultura imprenditoriale porta i soci ad essere sempre più protagonisti del loro sviluppo. Reivestimento degli utili in nuove imprese, una più consapevole responsabilità sociale nel rapporto con il territorio, maggior ascolto delle esigenze dei consumatori e un più profondo impegno sul piano dell'etica cooperativa stanno caratterizzando l'impegno dei soci Conad Centro Nord nel mercato e nella società civile.

 

1999 - 2009

Nei 10 anni appena trascorsi, la rete di vendita associata a Conad Centro Nord è cresciuta di 62 nuovi supermercati per 60.395 mq di superficie di vendita.
La quota di mercato nel territorio di competenza è passata dal 2% al 4,4% alla fine del 2008 (dati Nielsen). Il patrimonio di Conad Centro Nord Società cooperativa è passato da 44,5 milioni di Euro a 114,5 milioni.

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