A Possagno sulle orme di Canova

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Autore BeneInsieme

Diversi piccoli borghi immersi nel verde, ecco come si presenta la cittadina di Possagno in provincia di Treviso. Qui nacque nel 1757 uno degli artisti più talentuosi del nostro Paese, Antonio Canova, che si trasferì a Roma per poi girare l’Europa senza mai dimenticare la sua città natale. Poco distante da Asolo e da Villa Barbaro a Maser, oggi Possagno è una meta perfetta per una giornata sulle orme del grande artista neoclassico. Ci sono infatti due importanti attrazioni da vedere ed entrambe sono collegate proprio a Canova: la Gipsoteca e il Tempio, una chiesa nella forma proprio di un tempio greco ispirato al Pantheon di Roma, dove ora è sepolto. Il Tempio è formato da due elementi principali. Una rotonda con una cupola aperta, mentre tutto intorno si estende un portico a doppio colonnato. L'interno del tempio è ricco di opere di Antonio Canova, come la bellissima pala d'altare e la scultura della Pietà. Quest'ultima è rimasta incompiuta, infatti, è in gesso, poiché l'artista non riuscì a completare la sua trasposizione in marmo.

Canova ritorna a Possagno in ritiro nel 1798, per dedicarsi alla sua passione giovanile: la pittura. Proprio in questi anni realizza “La Deposizione” destinata alla Chiesa parrocchiale della cittadina. Nel centro del paese si trova la sua casa natale, conservata proprio com’era negli ultimi anni di vita dell’artista. Nei dintorni di Possagno si possono visitare anche alcuni campi della Prima Guerra Mondiale, da queste parti infatti vennero combattute alcune delle battaglie più sanguinose del massiccio del Grappa che costrinsero la popolazione alla fuga. 

La gipsoteca canoviana

Dopo la morte di Canova nel 1822, il fratello Giovanni Battista Sartori decise di spostare a Possagno tutte le opere che erano rimaste nello studio dove l’artista lavorava a Roma. Accanto a quella che era stata la casa natale di Canova creò quindi uno spazio espositivo: una raccolta principalmente di gessi e bozzetti in argilla che raccontano il lavoro di questo grande scultore.

La visita alla Gipsoteca di Canova è indispensabile per comprendere come lavorasse l’artista e come avesse introdotto nel mondo dell’arte un’intuizione geniale: la produzione in serie. Qui non si trovano infatti le opere finali in marmo, ma le copie in gesso che venivano realizzate come base, per poi riprodurre la stessa statua più e più volte. Sui gessi erano apposti dei piccoli chiodini che servivano alla squadra di Canova per prendere le misure e ricreare l’opera nel marmo.

Pur non trattandosi di statue in marmo, i gessi possiedono la stessa eleganza e la visita alla Gipsoteca consente di ammirare una accanto all’altra alcune delle opere migliori del Canova: dalle Grazie ad Amore e Psiche, da Napoleone Bonaparte a Teseo e il centauro.

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