Houston, c'è immondizia anche nello spazio!

Autore La redazione di econote.it

rifiuti si accumulano ovunque e sono essenzialmente (e drammaticamente) un indice della presenza dell’uomo in un determinato ambiente. L’immondizia è presente ormai in terra come in mare, e causa danni ecologici di varia entità.

Con il progredire della tecnologia, l’uomo ha ampliato i propri orizzonti esplorativi e si è proiettato, nel secolo scorso, nell’infinito spazio, portando “spazzatura” persino lì.

 

Chiaramente la “spazzatura spaziale” è differente dalla “spazzatura terrestre”. Per lo più si tratta di oggetti tecnologici come satelliti in disuso, stadi di razzi esauriti (oltre ad attrezzi e macchine fotografiche) e altri detriti prodotti dalle missioni spaziali. 

Anno dopo anno, missione dopo missione, questi oggetti diventano sempre di più, creando veri e propri sciami orbitanti attorno alla Terra. Il pericolo di questa spazzatura spaziale sta nella velocità con cui le sue componenti viaggiano: i detriti, infatti, possono accelerare e causare gravi problemi sia alle strumentazioni che agli operatori nello spazio. Un detrito con un diametro di un millimetro potrebbe forare la tuta spaziale di un astronauta, esponendolo a un’escursione termica di migliaia di gradi centigradi. Oggetti più grossi, come un satellite, potrebbero anche colpire velivoli “terrestri” ad alta quota, come accadde con un volo passeggeri che stava sorvolando l’Oceano Pacifico nel marzo del 2007.

Quando pensiamo all’emergenza rifiuti, quindi, dovremmo guardare anche sopra le nostre teste.
I progetti di bonifica sono diversi, da laser capaci di distruggere i detriti più piccoli a cavi elettrodinamici capaci di “frenare” gli oggetti più grossi e facilitarne così il recupero. Sta di fatto che, ancora una volta, l’uomo si rivela incapace di coesistere con la natura, e i segni della sua presenza richiedono nuovamente una frenetica corsa ai ripari.

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