Affidarsi a un agente immobiliare: consigli pratici

Autore La giornalista Debora Rosciani

Cercare e trovare la casa dei propri sogni, un’operazione nella quale ci avventuriamo spesso con le idee chiare: centro città o periferia, due o tre camere, giardino o piano alto… Sappiamo più o meno quale potrebbe essere il nostro budget e quanti anni dovremo impegnarci con il mutuo. Poi inizia la ricerca, e la realtà è tutta un’altra storia: annunci e passaparola non bastano per scovare quello che cerchiamo e quando l’impegno si fa stressante, scegliamo la strada dell’agenzia immobiliare, ovvero un modo per accorciare i tempi di ricerca confrontandosi con un professionista, capace di indicarci anche se il progetto di compravendita è realistico o meno. Ma in che cosa davvero ci aiuta l’agente immobiliare? E come sceglierlo?
Intanto, in questo campo come in tutti i settori professionali ci sono agenti molto in gamba e agenti meno seri. Va ricordato che la crisi ha messo in ginocchio il settore immobiliare e questo ha causato la chiusura per centinaia di agenzie su tutto il territorio. 
Ma andiamo ai consigli pratici. Il bravo professionista in questo campo non cerca di concludere affari in tutta fretta per portare a casa velocemente la sua provvigione (che è sostanziosa), ma cerca di finalizzare una vendita (che ha, dall’altra parte, un acquisto) in modo soddisfacente per tutti gli attori in gioco, negoziando, dialogando con venditore e acquirente, fino a trovare la soluzione migliore per tutti. 
Prima di affidarsi a un agente, è bene controllare se ha sostenuto il corso per agente in mediazione d’affari e l’esame presso la Camera di Commercio della propria provincia. 

 

L’agente deve fornire in modo corretto tutte le informazioni sulle condizioni dell’immobile, vale a dire sulla sua conformità alle norme edilizie e urbanistiche. Egli è, infatti, responsabile civilmente, qualora nasconda al possibile acquirente il fatto che sull’immobile gravi un vizio, un vincolo urbanistico, un’ipoteca, una condizione di abusività edilizia o una situazione pendente (come per esempio il mancato pagamento delle spese condominiali da parte del precedente proprietario).

 

Il mio consiglio è quello di presentarsi in agenzia con una lista molto dettagliata di domande, tra le quali non può mancare quella sulla provvigione: l’agente deve chiarire da subito le condizioni del suo lavoro. In genere la provvigione viaggia tra il 2 e il 4%, ma ci si può accordare anche per percentuali diverse (e minori) qualora la compravendita avvenga in condizioni di maggiore difficoltà o se si ritiene che l’agente non abbia avuto un ruolo fondamentale nelle trattative, ma si sia limitato a intermediare l’immobile.

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