Alberobello e Locorotondo, gioielli della Puglia

Autore Bene Insieme

La Val d’Itria è una terra di uliveti, masserie e frantoi, dove le tonalità di verde delle immense distese coltivate, dei frutteti e dei vigneti si mescolano al bianco abbagliante degli agglomerati urbani. Un punto di partenza per partire alla scoperta di luoghi incantevoli, come Locorotondo e Alberobello.

Alberobello, la capitale dei trulli

Alberobello, che più che un paese è un luogo dell’anima e, come sostengono quelli dell’Unesco (che di cose belle un po’ se ne intendono) è un Patrimonio dell’Umanità. Celebri e amatissimi in tutto il mondo, i Trulli, le tipiche costruzioni locali cilindriche, sormontate da un tetto di forma conica spesso abbellito da diversi simboli religiosi o mistici.

L’itinerario attraverso il quale scoprire le viuzze e gli angoli più suggestivi della Capitale dei Trulli, ha inizio dal Terrazzino Belvedere. Qui, occhi negli occhi con il centro storico, si comprende subito di essere in una cittadina unica al mondo. Se poi è anche una giornata di sole, la vista che vi apparirà dinanzi, con tutti questa pietra bianca, sarà davvero suggestiva.

I mastri trullari e le specialità di alberobello

Raggiungete il centro storico rione Aia Piccola, costituito da circa 400 trulli, per la maggior parte ancora utilizzati come abitazioni. Il nome “aia”, richiama un ampio spiazzo che in passato era utilizzato per la battitura del grano. In questo rione, ultimo avamposto di tranquillità, tra panni bianchi e balconi fioriti, non sarà difficile incontrare signore che impastano all’aperto le famose orecchiette, piatto tipico della domenica, e mastri trullari che lavorano la pietra, per il restauro dei

trulli. Molti di questi, oggi, sono negozietti di souvenir e di prodotti locali: probabilmente qualche proprietario vi inviterà a visitare il proprio trullo – bottega per assaggiare un

po’ di rosolino, oppure dei biscotti alle mandorle, amaretti e tarallini artigianali.

Una raccomandazione: non ripartite da Alberobello senza aver assaggiato un buon piatto di orecchiette con il sugo di pomodoro fresco e un contorno di ortaggi e verdura freschi, conditi con un filo di olio extravergine di oliva prodotto nelle campagne circostanti. 

La storia dei trulli raccontata dal museo del territorio

La bellezza di Alberobello è la pittoresca unicità dell’intero complesso abitativo, ma chi ha voglia di immergersi totalmente nella storia di una delle regioni più belle d’Italia, può visitare il Museo del Territorio, ospitato nel complesso di Casa Pezzolla, che espone attrezzi, reperti e testimonianze relative alle tradizioni e al folklore della Murgia dei Trulli.

Potrete scoprire ad esempio, che i conti di Conversano, signori della zona, fecero costruire abitazioni con la sola pietra a secco, senza malta, in modo tale da identificare queste case come strutture precarie. I contadini però, stupirono per maestria e abilità, costruendo edifici indistruttibili, con il tetto a forma conica quasi fossero capanne, ma decisamente più solide. Fra tutti questi trulli c’è il più grande, detto il “Sovrano” che con i suoi due piani raggiunge i 15 metri di altezza. Per visitarlo non dovete far altro che raggiungere piazza Sacramento

Locorotondo, uno dei borghi più belli d’italia

A meno di 10 km da Alberobello ecco Locorotondo, uno dei primi centri sorti durante nell’anno Mille, nonché uno dei borghi più belli d’Italia (bandiera arancione del Touring Club italiano). Guardato dall’alto, il paese, può sembrare una sfera per la sua struttura circolare (da cui il nome), armonica e delicata che si stringe intorno alla Chiesa Madre e per le bianche case che avvolgono il centro abitato, come fosse un vaso di porcellana. Osservate le abitazioni che si elevano al cielo con le cummerse, i loro tetti aguzzi e le chiancarelle, i rivestimenti di lastre calcaree delle case.

Arrivando fino a piazza Vittorio Emanuele II, dalla parte dell’antica porta Napoli, noterete alcune vecchie mura con un bell’arco a forma di luna: qui è possibile fare visita anche al Palazzo Comunale, attualmente adibito a biblioteca civica e dedicata ad Antonio Bruno. Nel centro c’è il meraviglioso Palazzo Morelli di stile barocco, e unica residenza signorile conservata fin dai primi del Settecento. Le contrade del paese sono più di cento e ognuna ha un nome particolarissimo come Pozzomasiello, Macco Macco, Muso Rosso e molte altre ancora.

In contrada Marziolla, non perdete il più vecchio trullo pugliese datato 1509, mentre a contrada Serafino avrete un appuntamento con il mare che potrete godervi in un panorama da cartolina. C’è poi una leggenda che riguarda San Rocco, il protettore del paese: secondo questa il santo liberò il popolo dalla peste e gli abitanti per celebrarlo, costruirono una statua in suo nome e poco dopo anche la chiesa di San Rocco.

Insomma, basta davvero poco per capire che Locorotondo è uno di quei posti rari, ancora poco frequentati dal turismo, in cui ci si può riappropriare di uno stile di vita meno convulso e ricaricare le batterie. Parlate con
gli abitanti, accoglienti come le loro case: fatevi incuriosire dalle vicende che hanno caratterizzato questo antico borgo, dai suoi fasti del passato, quando era crocevia di culture e traffici commerciali con altri paesi del Mediterraneo.

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