Alessandria: dal forte medievale all’orologio lunare

Autore Bene Insieme

Alessandria e tutta la provincia offrono un viaggio fatto di accostamenti curiosi, balzi nel tempo passato e improvvise capriole nel presente per poi tornare a qualche secolo fa: basta partire dal cuore alessandrino che è in Piazza della Libertà, con i portici dell’ottocentesco Palazzo Municipale e le volute barocche del Palazzo della Prefettura.

Sulla facciata del Palazzo del Municipio, detto Palazzo Rosso (per il colore della facciata), ecco un piccolo grande “intruso”, un raro esemplare di tecnologia artistica quale è il famoso Orologio a tre quadranti, rappresentanti la volta celeste, le fasi lunari e l’ora solare. Al centro del quadrante si nota la stella polare, attorniata dalle principali costellazioni visibili nel cielo boreale. Nella parte più alta del quadrante è rappresentata la costellazione dei Pesci, segno zodiacale legato alla fondazione della città che risale al 31 marzo 1168. Il quadrante di destra, invece, indica il nome del giorno della settimana, il giorno del mese, il nome del mese: il tutto automaticamente, compresa la variazione in corrispondenza degli anni bisestili.

Questo trend è confermato anche nel centro storico di Acqui Terme, ricco di palazzi medievali e seicenteschi e di edifici sacri come la Chiesa dell'Addolorata, il Duomo di S. Guido e la millenaria ed imponente Cattedrale di Santa Maria Assunta, in stile romanico.

Infine Gavi, cittadina famosa anche per la produzione del bianco d.o.c., sul cui orizzonte si staglia il secondo Forte più grande d’Italia. Nelle sue celle, strette e anguste, trovavano alloggio i prigionieri spesso costretti a condizioni di vita estreme, dato che già allora, spesso le celle erano sovraffollate e con condizioni igieniche a dir poco precarie. L’unico spiraglio di luce proveniva da feritoie nel muro da cui si vedono in lontananza i monti liguri. Oggi all’interno delle celle è stata realizzata un’esposizione che racconta la storia del forte anche attraverso materiale fotografico e video che testimonia come fosse all’inizio del secolo scorso.

La strada per arrivarci è abbastanza irta ma niente paura: c’è un servizio di navetta (gratuita) che dalla piazza del paese vi conduce davanti al Forte. Inoltre una guida vi farà rivivere la storia di Gavi, visitando le sue stanze (e le prigioni) e raggiungendo l’incredibile panorama visibile dalle mura. E pensate che l’ingresso costa solo 2€! 

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