Alghero, provincia di Spagna

Autore Bene Insieme

Alghero è la più “spagnola” delle città sarde, tanto è vero che è detta anche Barceloneta (piccola Barcellona). I secoli di dominazione spagnola si mostrano ai turisti, negli imponenti bastioni che la circondano, nelle targhe in catalano che ornano le stradine ed in tutta la bellezza dei palazzi aragonesi presenti in città che fu genovese fino al 1353 per poi sottostare per oltre quattro secoliagli aragonesi.

Il nome pare derivi dalla copiosa quantità di alghe che si ammassavano sui suoi lidi. Nessun timore: Alghero si sporge su di un mare cristallino, da un golfo a dir poco incantevole così come è incantevole il suo nucleo storico, protetto da mura e rimasto pressoché intatto.

Potete iniziare a visitare la città da piazza Porta Terra, dove confluiscono le vie Sassari e Columbano e dove troverete la Torre della Porta, l’antico, principale accesso alla città fortificata. Oggi la Torre ospita importanti mostre ed esposizioni culturali: da qui potete proseguire in direzione di piazza Sulis, quella che è un po’ il salotto cittadino. Se i morsi della fame vi stanno “matando”, accomodatevi in uno dei tavolini e state pronti a gustarvi un menù simile ad un ponte di sapori sospeso fra le Bocche di Bonifacio e le Colonne d’Ercole. Già perché la lunga dominazione spagnola, si riflette anche sulla gastronomia e ne sono ottime testimonianze le aragoste alla catalana, i risotti allo scoglio, la pasta con ricciola e granchi.

Se amate l’arte barocca, fatevi incantare dalla cupola policroma della Chiesa di S. Michele, santo patrono della città.

La chiesa si trova in via Carlo Alberto, una strada affollata di negozi, un quinto dei quali vendono la specialità locale, ossia il corallo, lavorato in tanti modi diversi. All’ingresso del centro storico di Alghero e a ridosso dei Bastioni troviamo la Cattedrale di Santa Maria, risalente al XVI secolo e sede della diocesi di Alghero - Bosa. Rappresenta uno dei principali simboli della città catalana, con la torre del suo campanile che svetta dall’alto sulle abitazioni, proprio dietro il porticciolo. Costruita con tecniche che richiamano alla Catalogna, rappresenta tuttavia un mix di diverse epoche storico–artistiche: all’interno appare austera e spoglia ma il maestoso altare è da ammirare in tutto il suo splendore

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