Alla scoperta dei parchi della Calabria

Autore Bene Insieme

In Calabria ci sono ben quattro Parchi nazionali che invitano a passeggiate, al trekking, oppure, per chi pratica, a una cavalcata (specie nelle zone pianeggianti). Rifugi di fauna, flora e biodiversità, i Parchi sono giustamente protetti e tutelati: andiamo a scoprirne tre. 

Parco Nazionale del Pollino

Cominciamo dal Parco Nazionale del Pollino che con i suoi quasi 200.000 ettari, a cavallo tra Calabria e Basilicata, è l’area protetta più grande d’Italia. Partite da Fosso Jannace: seguite il sentiero che si snoda lungo il torrente; lo attraverserete più volte mediante pittoreschi ponti
di legno. Nel corso della passeggiata è possibile ammirare la macchia mediterranea con mirto, ginepro, corbezzolo, piante che lasciano il posto, mano
a mano che si sale, all’abete bianco, all’acero e al faggio: il Pino loricato, che vive per molti secoli, con la sua postura sghemba è una originale scultura della natura, nonché simbolo del Parco. Custode di paesaggi incontaminati ed incredibilmente affascinanti il Pollino regala panorami selvaggi e tramonti che non hanno prezzo.

L’ideale per chi fa sport

Ovviamente c’è spazio per tanto sport, persino per quello un po’ estremo: trekking, escursionismo ma anche rafting e torrentismo più strong! Per il rafting si può scendere in canoa il fiume Lao, tra i canyon e le gole men-
tre su uno dei suoi affluenti, il torrente Iannello, potrete divertirvi e mettervi alla prova con numerose cascate. Soprattutto la prima soluzione è adattissima per tutta la famiglia: con una spesa che può variare fra i 40 e i 70 €, vi regalerete ore di divertimento a strettissimo contatto con la Natura. Sarà una battaglia d’acqua all’ultimo schizzo con inseguimenti fra le rapide! Non scordatevi delle scarpe comode (da poter bagnare), un costume da bagno e un ricambio asciutto.

I luoghi da non perdere

All’interno del Parco, non dimenticatevi di visitare Laino Castello, abitato da meno di 800 persone, noto soprattutto per il suo centro storico abbandonato dagli anni ’80, caratterizzato da vicoli larghi non più di un metro e da portali in pietra scolpiti a mano che vi raccontano l’antico blasone delle famiglie. La Chiesa presente è dedicata a San Teodoro, un soldato romano che mentre difendeva il territorio, non essendo in grado di rispondere agli attacchi del nemico, aveva supplicato Dio. Venne ascoltato e ogni albero presente si tramutò in soldato alleato. Purtroppo è ancora presto per goderselo ma sappiate che ogni anno verso metà dicembre, a Laino si mette in scena un fantastico Presepe Vivente, sfruttando la natura che ricrea qui luoghi che rammentano quelli della Natività. Altro must del Parco del Pollino, tanto è vero che è meta costante di numerosi turisti, è La Grotta del Romito che alla sua esemplare, ammaliante bellezza, aggiunge l’importanza come sito storico e archeologico (risale al paleolitico superiore). La Grotta ha attirato le attenzioni di tutte le comunità storico scientifiche europee per l’abbondanza di reperti ritrovati, che coprono un arco temporale assai esteso (circa 10.000 anni!) e che hanno consentito agli studiosi di ricostruire abitudini e stili di vita dei nostri antenati.

Parco della Sila

Proseguite andando a scoprire il più vecchio Parco Nazionale locale (e uno dei più antichi in Italia), quello della Sila che si estende fra le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone. Anche qui c’è un tesoro faunistico inestimabile che trova nella natura selvaggia il suo rifugio ideale. Dentro al Parco della Sila però, risaltano anche i tanti minuscoli paesini presenti: alcuni dal taglio più turistico, e la maggior parte di antichissime tradizioni, romantiche testimonianze dell’operosità e delle mille risorse umane.

Ai piedi dell’Altopiano c’è da visitare Acri, la cosiddetta “porta della Sila”: osservate le rovine del grande Castello feudale, Palazzo Julia e la sua gigantesca biblioteca o ancora la Basilica del Beato Angelo d’Acri.

Passeggiare nei boschi della Sila, ricchi di conifere, faggi e abeti, è come fare una piacevolissima revisione all’apparato respiratorio: quanti benefici per
i polmoni e che meraviglia per gli occhi! Ecco Castelsilano, ricco fra l’altro di zone solforose e sorgenti naturali. Per alcuni tratti, se si vuole un’alternativa alle proprie gambe, è possibile noleggiare delle mountain bike.

Parco Nazionale dell’Aspromonte

Raggiungendo la provincia di Reggio Calabria, potrete passare al Parco Nazionale dell’Aspromonte che prende il nome dall’omonimo Massiccio montuoso. Una sua peculiarità è il forte dislivello che vi farà passare nel giro di pochi chilometri dai quasi 2000 metri di Montalto (la vetta più alta del Parco) al livello del mare. Una discesa paradisiaca fra torrenti e cascate mozzafiato come quelle di Forgiarelle.

Anche nell’Aspromonte la spiccata eterogeneità del territorio e della fauna stregano i visitatori di tutto il mondo. Scoprite com’è bello allontanarsi dal mondo per un po’: fatevi avvolgere dalle spettacolari foreste di alberi secolari, dalle pinete a perdita d’occhio in cui incontrerete inquilini preziosi come volpi, faine, cinghiali, caprioli, scoiattoli neri, tutelati e difesi dalle severe normative del Parco. Severe e necessarie, aggiungiamo noi, giacché avere cura di un patrimonio del genere è un dovere sacrosanto. Se siete amanti della Natura, questo senso del dovere lo avete già: siete arrivati in uno dei luoghi dove Madre Terra ha spalmato la sua bellezza senza badare a spese.

Dalla natura all’artigianato locale

Durante il vostro sentiero, saranno dei panorami surreali ad “affacciarsi” alla vostra vista: subitanei e stupendi, con mare e monti così adiacenti da sembrare quasi coincidenti. Non è solo la Natura incontaminata a rendere unico questo Parco. La manodopera umana, che opera nel totale rispetto dell’equilibrio, ha contribuito ad ottenere grandissimi risultati dal punto di vista produttivo.
In questa zona per esempio si coltiva il bergamotto, agrume molto profumato, piuttosto raro e assai utilizzato nell’industria profumiera.

Anche la produzione artigianale ha raggiunto, tramandando ai nostri giorni tecniche antichissime, delle eccellenze che vengono esportate in tutto il mondo. Con il legno per esempio vengono realizzate le pipe, ricavate dalla radice dell'erica arborea calabrese, considerata per lo scopo il legno più pregiato in assoluto, che finiscono nei mercati europei. Si fabbricano anche utensili agricoli come cucchiai, collari, stampi e tinozze per i formaggi o ancora strumenti musicali come tamburelli e zampogne.

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