Alla scoperta del Cilento, dal Parco Nazionale a Salerno

Autore Bene Insieme

Il Cilento, nella provincia di Salerno, fra il Tirreno e la Basilicata, è un prezioso contenitore di storia, cultura, natura
e buona cucina, una destinazione piuttosto lontana dalle dinamiche del turismo di massa e, per questo, più autentica.

La sua è una storia millenaria ed è talmente ricca di bellezze artistiche (monumenti e reperti) e naturalistiche che, lo diciamo con rammarico, un fine settimana non è sufficiente per visitare l’intera zona. È però possibile saggiare le vive tradizioni locali e sorprendersi con i panorami mozzafiato e il mare azzurro che la contraddistinguono. 

Le Grotte di Spartaco

Il Parco Nazionale del Cilento, il primo in Italia ad essere stato nominato Geoparco (2010), offre condizioni climatiche e suoli molto adatti alla viticoltura.

Raggiungete le Grotte di Castelcivita, situate lungo la vallata del fiume Calore ed estese per 5 km di lunghezza con una profondità massima di 52 metri. Note anche come Grotte di Spartaco, (si narra che il gladiatore romano vi sostò prima di guidare la rivolta degli schiavi) questo susseguirsi di cavità carsiche con pavimenti e soffitti affollati di stalattiti e stalagmiti multiformi, vi catapulterà in un’atmosfera surreale dove i gironi dell’Inferno dantesco incontrano i viaggi onirici di Jules Verne.

Il percorso si suddivide in due parti:

·         la prima propriamente turistica, amatoriale e facile per tutte le età;

·         la seconda chiamata “fuori sentiero”, un po’ più aspra e consigliata solo ai più esperti.

Per entrambe e in qualunque stagione, non dimenticate un giubbino per ripararvi dall’umidità delle grotte. Dopo la visita potete rifiatare con una passeggiata al fiume e rifarvi la gola con un pranzo in uno dei ristoranti tipici che si trovano nel paese. 

La Certosa di Padula

Dopo un rapido pranzetto, raggiungete Padula: qui la sosta è obbligata per ammirare la Certosa di S. Lorenzo, anche conosciuta come Certosa di Padula, senza dubbio uno dei posti più belli dell’intera provincia salernitana: oltre 50.000 metri quadrati di meraviglia divisi fra uno

dei chiostri più grandi al mondo e ben 350 stanze, prevalentemente in stile barocco.

La nascita di Padula risale
al IX-X secolo. Il chiostro, costruito a partire dal 1583, si sviluppa su due livelli: in basso, il portico con le celle dei padri di clausura; in alto, la galleria finestrata utilizzata per la loro unica passeggiata settimanale. All’interno
c’è anche un’ala più prosaica o un po’ meno sacra che vi piacerà: l’ampia cucina dei monaci certosini e i giardini del priore. In più, volendo c’è il Museo della Lucania occidentale, piccolo pezzo della vecchia storia d’Italia, ricco di oggetti, monili, vestiti tombe e monete. Il biglietto è già compreso in quello d’ingresso alla Certosa.

Nel 1998 la Certosa è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità e, dal 2002 è inserita nel novero delle Grandi Attrazioni Culturali.

Salerno, la città del divertimento

Per la cena e il dopo cena vi conviene raggiungere Salerno, una delle capitali del sud per quel che concerne il divertimento notturno tanto è vero che viene raggiunta anche dai ragazzi delle province vicine. Consigliatissimi i locali di via Roma, piena di locali di ogni tipo (pub, ristoranti, caffè e discoteche) e dei vicoletti dei Mercanti. Le strade pullulano di giovani e meno giovani: il divertimento è assicurato, così come non manca lo scenario romantico sull’incantevole terrazza del lungomare.

L’olio del Cilento: oro liquido con una storia

La presenza dell'olio caratterizza da secoli il paesaggio cilentano e ne ha rappresentato la principale risorsa delle popolazioni locali, tanto da divenire parte integrante della loro vita quotidiana. L’olio del Cilento ha un gusto tenue e delicato, fondamentalmente dolce con appena percettibili note vivaci di amaro e piccante. A questa specialità locale si è ispirato il celebre nutrizionista americano Keys, (per un po’ ha vissuto nel Cilento) il padre della Dieta mediterranea, che sponsorizza l’olio cilentano come un regolatore del colesterolo serico, della funzionalità cardiocircolatoria, e come antiossidante.

Dai vitigni del territorio

I vini dell’Indicazione Geografica Garantita Paestum sono prodotti con molti vitigni del territorio e con alcune varietà storicamente presenti nel Cilento: aglianico, barbera, coda di volpe, fiano, greco, primitivo. Il più celebre fra i vitigni a bacca rossa è proprio l’aglianico, una delle più importanti uve del sud, capace di regalare vini eleganti e longevi.

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