Alla scoperta di oristano, tra storia e turismo

Autore Bene Insieme

La Sardegna glamour e vacanziera racchiude molteplici scenari con ampi territori disabitati, coste dorate di sabbia, imbevute di mare turchese, e l’interno affollato di boschi, pianure, montagne. È un’isola caratterizzata da una grande varietà di microclimi ed ecosistemi. Comunque la si veda, è senza dubbio un territorio che gronda fascino e promette emozioni in ogni stagione. Oristano ne è parte integrante con il suo verde, i monumenti e la sua intensa storia. Nonostante sia dotata di bellezze davvero inimmaginabili, non è conosciuta come merita: scopriamola insieme!

La storia di oristano: da tharros ad aristiane

Molti pensano che il suo nome derivi dalla parola “arista” che significa spiga, poiché nella pianura è pieno
di campi per le colture; altri che sia dovuto alla principessa Aristana, che scelse Oristano per fondare la sua colonia. Situata sulla costa centro-occidentale, Oristano è anche chiamata ''città di Eleonora'', per via dei suoi legami con la giudicessa Eleonora D'Arborea (molto amata dai locali che la considerano un'eroina). Poco resta delle sue mura e di quella che veniva considerata la residenza di Eleonora ma ci sono ugualmente tantissimi posti da non perdere. Il suo cuore pulsante è sicuramente Piazza Eleonora D'Arborea, luogo deputato per lo shopping di giorno e propulsivo per innescare la movida by night.

Prima che sulle spiagge e nelle sue acque cristalline, tuffatevi nella storia antica di questa terra: una delle aree archeologiche più importanti della Sardegna è a pochi passi, proprio all’estremità meridionale della penisola del Sinis, tra il golfo di Oristano e la baia di Is Arenas nel comune di Cabras. È l’antichissimo insediamento di Tharros, fondato addirittura nell’VIII secolo a.C.
La sua posizione ne fa uno dei luoghi in assoluto più suggestivi della Sardegna: una cartolina indimenticabile, un anfiteatro naturale delimitato a nord dalla collina di Su Muru Mannu, a ovest da quella della Torre di San Giovanni e a sud dall’istmo che collega quest’ultima al promontorio di Capo San Marco. L’area venne abbandonata intorno all’anno 1050 d.C. proprio per dare origine ad Aristiane, l’attuale Oristano.

Una visita è d’obbligo e fra l’altro, con lo stesso biglietto, potrete visitare oltre all’area archeologica anche il museo di Cabras.

Una visita al santuario nuragico

La parte più rappresentativa del Parco Archeologico di Santa Cristina, che si trova nel territorio del comune di Paulilatino e comprende diverse aree di interesse per un totale di 14 ettari, è quella del Santuario Nuragico, con il maestoso tempio a pozzo di Santa Cristina, considerato uno dei più importanti monumenti del patrimonio archeologico e culturale della Sardegna. Fate una buona scorta di fiato e percorrete la maestosa scalinata che porta diversi metri sotto il livello del suolo dove, ancora oggi, affluiscono le acque del pozzo, che secondo alcuni hanno proprietà medicamentose. Al netto di questo, l’esperienza è assai suggestiva.

Inoltre è presente anche una vasta area con numerosi ulivi secolari: vi diciamo ciò perché oltre alla caratura mistica data da Santuario e Scalinata, quest’area è apprezzata anche da chi ama escursioni e trekking, potendosi muovere nel meraviglioso contesto del Parco.

Se siete appassionati di archeologia o semplicemente volete apprezzare la complessità della storia e del territorio di Oristano non potete perdere il Museo Antiquarium Arborense

Le piú belle spiagge di oristano

Naturalmente se siete arrivati a Oristano e il clima non fa i capricci, sarebbe proprio un peccato non fare una puntatina al mare: qui le spiagge sono a dir poco magnifiche, ancora poco contaminate dal turismo di massa. Non potrete vederle tutte in due giorni (non ne basterebbero dieci), ma potete visitarne alcune grazie anche alla facilità dei collegamenti. Per esempio:

·         la spiaggia di Is Aruttas, la cosiddetta spiaggia dei chicchi di riso, per l’arenile luccicante composto in realtà da minuscoli granelli di quarzo. Amata dagli appassionati di snorkeling per i bellissimi fondali è annoverata da più cataloghi, fra le 50 più belle del mondo;

·         la piccola e molto romantica spiaggia di San Giovanni di Sinis, nell’omonima penisola;

·         la tranquilla spiaggia di Putzuidu, con tipici fondali bassi, adatti anche i bambini, e sabbia finissima color vaniglia.

Se preferite invece un litorale più movimentato, andate a Torregrande, il Lido di Oristano.

Alla sera, tornate nei pressi di Piazza D’Arborea se volete immergervi nella movida notturna fra party a base di frutta fresca e sangria, finger food e musica live. La notte è giovane a Oristano e molto spesso assai stellata: ubriacatevi di luna e stelle, dalla passerella del lungo mare di Torre Grande, situato a soli 7 km da Oristano. 

Gastronomia tipica sarda: il pane carasau, frattau e guttiau

Il Pane Carasau è uno dei più conosciuti e apprezzati pani del Belpaese. Protagonista indiscusso dell’alimentazione sarda, è la base di ricette della tradizione come il pane frattau e il pane guttiau. Nel primo caso, la sfoglia va bagnata velocemente in una pentola di acqua bollente o nel brodo di carne e poi condita con sugo di pomodoro, un uovo in camicia e formaggio fresco grattugiato; per il pane guttiau, invece, basta ammorbidire il foglio con qualche goccia di olio extra vergine d’oliva e poi passarlo in forno per un paio di minuti per farlo dorare, con un pizzico di sale.
Il sapore mediterraneo e l’inconfondibile suono croccante, giustificano l’appellativo di carta musica, con cui questo pane è noto in Europa.

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