Ascoli Piceno, uno specchio calpestabile e un caffe’ storico

Autore Bene Insieme

Conosciuta anche come “Salotto d’Italia”, Piazza del Popolo è il cuore del centro storico di Ascoli Piceno ed è essa stessa un monumento a cielo aperto. Nessuno può restare indifferente di fronte alla straordinaria armonia architettonica, alla luminosità e alla raffinatezza di questa piazza rettangolare, pavimentata interamente con lastre di travertino.

Il ricercato intreccio di portici dagli archi irregolari e logge, edifici storici e chiese dai tratti gotic, si incrocia con la maestosa facciata del Palazzo dei Capitani del Popolo (all’interno la Sala degli Stemmi, un vero e proprio scrigno), le mura della chiesa di San Francesco, i palazzi rinascimentali. La piazza assunse la configurazione architettonica attuale nei primi anni del XVI secolo: ultimata la costruzione del colonnato nel 1509, si dette la possibilità ai privati di costruire e sopraelevare i fabbricati seguendo rigorosamente alcune regole, come l’elevazione di un solo piano oltre il colonnato e l’utilizzo degli stessi materiali edili (travertino per le finestre e mattoni rossicci per le volte e le case). Eletta a furor di popolo fra le piazze più belle al mondo (tramite tripadvisor) è senza alcun dubbio una delle più belle d'Italia, sia che la visitiate di giorno che di notte. Con un po’ di fortuna, potreste riuscire a vederla subito dopo un breve acquazzone: a quel punto la lucentezza del suo pavimento vi darà la sensazione di camminare su un enorme specchio.

In un angolo di Piazza del Popolo, ci si può sedere e magari assaporare un ottimo caffè preso lo storico Caffè Meletti, una bomboniera in stile Liberty, con gli originali arredi lignei e intarsiati. Uno dei 150 Caffè storici, presenti lungo il territorio italiano che dai primi anni del ‘900, offre la bevanda calda con l’aggiunta dell’Anisetta. Fra i suoi clienti perfino Hemingway oltre a Mario Del Monaco, Pietro Mascagni, Renato Guttuso, Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir, e politici di levatura nazionale come Sandro Pertini e Giuseppe Saragat. 

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