Barolo e il suo vino

Autore Bene Insieme

La salita che vi conduce a Barolo è già di per sé emozionante, con quel susseguirsi di poggi sovrastati da antichi manieri e piccoli centri.

Il borgo, sancta sanctorum per gli appassionati di vino, se ne sta lì, ad aspettarvi, in un anfiteatro di colline, tra filari di vigneti che sembrano senza fine.

Una terra di grandi bottiglie come il Piemonte, ha nel Barolo uno degli ambasciatori più illustri nel mondo tanto è vero che potrete incontrare turisti di ogni nazionalità che giungono in questa porzione di cuneese per gustare, comprare e vedere come si produce questo vino straordinario, ma anche per respirare la semplicità e le tradizioni che qui sono rimaste quelle di un tempo.

Detto anche il Re dei vini o se si preferisce il vino dei Re, il barolo è un rosso prodotto con uve Nebbiolo in purezza, e deve affinare per almeno 3 anni, di cui almeno 18 mesi in botte. Lo si riconosce facilmente per il suo colore rubino trasparente, che vira verso l’aranciato mano a mano che aumentano gli anni. Con un po’ di attenzione e concentrando il gusto e l’olfatto, ritroverete nel vostro bicchiere, una serie di profumi che lo legano embrionalmente alla sua terra: le nocciole, le foglie e il tartufo.

Per conoscere ogni segreto della sua storia, ogni passaggio della sua lavorazione, così come gli abbinamenti perfetti a tavola, non potete proprio perdervi il Castello dei Marchesi Falletti, con al suo interno il Museo del Vino.

La vostra visita si snoda tra la terrazza panoramica del castello, che regala un totale aereo sulle Langhe, fino alle storiche cantine dove, a metà del XIX secolo, nacque il vino superstar. Un percorso molto piacevole tra arte, letteratura, musica, storia e cucina, miti universali e tradizioni locali, che ha la sua degna ed anelata conclusione in una ricca degustazione.

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