Burano: la Venezia in miniatura

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Autore BeneInsieme

Burano è un’isola unica: colorata, accogliente, emozionante. Qui le case dai colori accesi si riflettono nell’acqua della laguna, lo si vede subito arrivando con il vaporetto che è un posto indimenticabile. In passato era il comune a scegliere di quale colore dipingere le case, oggi invece la scelta è lasciata alle singole famiglie. Una delle case più pittoresche è la casa di Bepi, un signore che vendeva caramelle nella pizza principale dell’isola, e decise di dipingere la sua casa di tantissimi colori. Uno dei canali più curiosi è Fondamenta Cao di Rio, il canale con la posizione più favorevole per essere baciato dalla luce. Le case si specchiano nell’acqua con i loro colori. Le Fondamenta terminano con una piccola terrazza con vista sul Torcello, vedere l’alba qui toglie davvero il fiato. C’è anche il ponte dell’amore da queste parti, ma il romanticismo qui si trova in ogni angolo. Come Pisa, anche Burano ha la sua torre pendente, oltre a una chiesa assai particolare, la chiesa di San Martino in Vescovo. Una chiesa senza entrata principale, con un esterno rimasto incompiuto. 

La pesca nell'isola di Burano

Si pescava a strascico qui, oppure lasciando la trèssa e la seragia, così si chiamavano le reti, in acqua per lunghi periodi di tempo. Di notte si pescava con la fàgia, una fiaccola di canne utile per attrarre il pesce, oggi la tecnica è conosciuta con il nome di fagiarotto. Percorrendo il ponte di legno, si può raggiungere Mazzorbo, isola che vanta una bellissima skyline dell’isola di Burano. Mazzorbo è diventata famosa per la nascita di Venissa, un ristorante wine resort, nato dal recupero di un’antica vigna murata. Oggi da qui si esporta un vino unico per il suo sapore anche oltreoceano.

La voga alla veneta

Lo sport ufficiale di Venezia e delle sue isole, compresa quella di Burano, è la voga alla veneta. La voga consiste nel remare in singola, in coppia o in gruppo, per determinate distanze in gara affrontando gli avversari. La regata più famosa è la Regata Storica, che si tiene ogni anno la prima domenica di settembre, mentre quella di Burano viene organizzata la terza domenica di settembre. La voga sull’isola ha una tradizione secolare, era infatti il metodo più efficiente per trasportare il pescato nelle isole vicine fino a Venezia prima dell’invenzione del motore. La tradizione delle regate potrebbe risalire al 942, quando durante una festa popolare dei pirati rapirono delle donne veneziane, ma furono subito seguiti a remi e costretti a liberare le giovani. Da questo episodio nasce la Festa delle Marie, manifestazione festeggiata appunto con una regata. Le principali imbarcazioni per la voga alla veneta sono: i gondolini, le mascarete, le caorline, i sandali e i pupparini. A queste se ne aggiungono anche altre tutte in legno e caratterizzate da un fondo piatto che permette di scivolare meglio sull’acqua.

Sarde in saor: il sapore della laguna

Come spesso succede sono proprio i piatti poveri che diventano nel tempo l’emblema della cucina regionale. Sappiamo che le sarde in saor siano nate intorno al 1300 per venire incontro all’esigenza dei marinai veneziani che dovevano conservare il pesce durante le lunghe traversate in mare. La cipolla e l’aceto supplivano all’assenza dei frigoriferi e permettevano di mantenere buono il pesce per diversi giorni. Un tempo venivano usate anche diverse spezie per questa preparazione: chiodi di garofano, cannella, pepe e coriandolo. Nella notte della festa del Redentore, la terza domenica di luglio, le sarde in saor vengono preparate proprio come una volta.

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