Cambiare banca: un’impresa possibile

Autore La giornalista economica Debora Rosciani

Commissioni troppo alte per effettuare diverse operazioni, un servizio che non soddisfa appieno, la filiale vicina a casa che chiude: sono tante le motivazioni che possono renderci insoddisfatti del rapporto con la nostra banca e spingerci a informarci presso altri istituti – spesso scoprendo che, trasferendo il conto corrente, potremmo ottenere condizioni più vantaggiose. 
Questo molti italiani lo sanno, eppure scelgono di non cambiare. Perché? Un’indagine realizzata dalla società di consulenza internazionale Oliver Wyman ci dice che un correntista su venti rinuncia al passaggio pur trovandosi di fronte a un’opzione conveniente, scoraggiato da possibili tempi di attesa, ipotetici disservizi e complicazioni. Sicuramente in questo dato c’è una componente di “pigrizia”, ma non ci si può limitare a trarre questa conclusione. Basti pensare che un risparmiatore su quattro, pur tenendo aperto il suo conto, nell’ultimo anno ne ha aperto un altro, verosimilmente attratto da condizioni migliori. E moltiplicando così, se non i costi, sicuramente la fatica nella gestione del proprio denaro, dovendo fare riferimento a due istituti bancari.


Dal 2015 la portabilità diventa più semplice
 
Per facilitare lo spostamento del conto da un istituto a un altro è stato creato uno strumento, la cosiddetta “portabilità”. Si tratta di una procedura che permette di trasferire i propri risparmi in modo automatico, senza spese e senza stress.
Riformata dalla legge Bersani del 2007 insieme ad altre misure volte a incentivare la concorrenza (come la surroga del mutuo), la portabilità presentava però ancora alcuni punti deboli: i tempi di attesa potevano arrivare a varie decine di giorni e gli istituti addebitavano comunque alcuni costi, per esempio per il trasferimento dei dossier titoli o la domiciliazione delle bollette. 
In seguito all’approvazione in Parlamento del decreto “Banche e investimenti”, sono diventate legge anche misure più stringenti, che entreranno in vigore a partire da giugno 2015.


Da una banca all’altra in 12 giorni lavorativi: ecco come
 
La novità più importante è senza dubbio il limite di tempo fissato per il completamento dell’operazione: 12 giorni lavorativi da quando il cliente si reca in banca per chiedere il trasferimento, limite cui sono abbinate nuove sanzioni a carico delle banche in caso di inadempienza, ed eventualmente anche l’obbligo di risarcire il cliente. 
Riassumendo, quindi, da giugno si potrà ottenere la portabilità:

  • entro 12 giorni lavorativi dal momento in cui si richiede;
  • rivolgendosi direttamente alla banca presso la quale si vuole aprire il nuovo conto (senza quindi dover comunicare nulla all’istituto che si intende lasciare);
  • comprendendo nel trasferimento anche eventuali ordini di incasso e di pagamento in sospeso (non sarà quindi questo un motivo valido per prolungare le tempistiche);
  • con la possibilità di rimborso automatico (senza l’apertura di un contenzioso) in caso di superamento di questa soglia temporale. L’entità dei rimborsi in proporzione al ritardo verrà stabilità da un decreto del Ministero dell’Economia entro luglio.

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