Capri e Anacapri

Autore Bene Insieme

L'isola di Capri, situata di fronte alla penisola sorrentina, è celebre per la sua bellezza sin dai tempi dell'Impero Romano e non ha bisogno di molte presentazioni. Rappresenta un miracolo della natura, una zattera di roccia, emersa dalle profondità del Tirreno.

Il borgo di Capri è facile da raggiungere grazie agli autobus, ai servizi di taxi o con l'utilizzo della funicolare (costo 2 €) che partono dal porto di Marina Grande. I Faraglioni, simbolo mondiale dell’isola catturano subito lo sguardo di ogni turista. Protagonisti indimenticati anche di molti film. Se volete godere di un panorama unico sui Faraglioni vi consigliamo i giardini di Augusto ​(ingresso 1 €), da cui potrete anche scendere fino al mare, grazie a viuzze ripide, ricche anch’esse di scorci meravigliosi. Tra i gioielli naturali più famosi del posto c’è la Grotta Azzurra, uno spettacolare antro roccioso, dove la rifrazione della luce esterna che penetra attraverso la parte sommersa, crea un prisma cangiante di tonalità di blu, variabili nelle diverse ore del giorno e col mutare delle condizioni atmosferiche: uno dei luoghi più fatati e romantici al mondo. Tutta la vita sociale di Capri ruota intorno a Piazza Umberto I, meglio nota come Piazzetta, un salotto a cielo aperto che, specie all’ora dell’aperitivo diventa l’epicentro della mondanità isolana e terreno fertile per chi è a caccia di foto ed autografi dei vip.

L’altipiano chiamato Anacapri, appollaiato sulla superficie rocciosa dell’Isola è meno trendy e mondano ma altrettanto affascinante. Nella stagione estiva, tra gli eventi più caratteristici c’è la festa patronale di Sant’Antonio con l’esibizione di gruppi folkloristici, spettacoli musicali e numerosi stand gastronomici con cui potrete calarvi nelle tradizioni del posto, tutte da assaporare. Raggiungete il belvedere di Tragara, sempre con magnifiche viste sui Faraglioni e spostatevi sulla zona di nord-est alla ricerca dei resti di Villa Jovis, edificata dall’imperatore Tiberio che scelse un luogo dotato di un precipizio pauroso (un salto di oltre 300 metri, chiamato appunto Salto di Tiberio). Da qui, secondo la leggenda, l'imperatore era solito far precipitare i dissidenti e i traditori dell’impero.

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