Cleto: stupore e silenzio

Autore Bene Insieme

Tra le tante bellezze e i tesori della Calabria alcuni fra i più suggestivi e apprezzati sono i borghi abbandonati che trovate nella provincia cosentina come ad esempio Cleto.

Un luogo magnifico, sinonimo di bellezza e decadenza ad un tempo con le sue mura, i monumenti un po’ in rovina, i vicoli abbandonati e quel senso di vissuto che affascina. Arroccato sulle colline di fronte alle isole Eolie, Cleto, a differenza degli altri borghi non è completamente disabitato: così potrà capitarvi, fra le tante abitazioni abbandonate e i vicoli silenziosi, di scorgere qualcuno, generalmente agricoltori, pastori o anziani che ritornano qui per brevi periodi di vacanza.

Al suo centro storicosi accede mediante quattro porte: Porta Pirillo a sud, Porta Forgia ad ovest, Porta Cafarone ad est e Porta Timpone a nord-ovest. Ogni passo, attraversando il borgo, rivela angoli suggestivi, resti di mura e antiche dimore con portali decorati, alcuni in rovina. Uno splendore modesto, una bellezza che non si celebra. E ciò che rende ancora più bello Cleto è il suo fascino silenzioso, totalmente in pendant con la natura.

Il monumento simbolo del borgo è il cosiddetto Castello di Cleto che domina la valle sino al mare e le cui origini, sono da far risalire ai Normanni. Del castello rimangono i ruderi che vi colpiranno per la loro imponenza (immaginate il castello!). Stesso discorso per le due maestose torri cilindriche: la prima a valle era adibita alla difesa del vecchio ponte levatoio; l’altra, divisa in due, era destinata alla difesa della parte superiore, mentre la parte inferiore ad abitazione.Per visitare il borgo, indossate delle scarpe comode, visto che la passeggiata è senza dubbio suggestiva ma pure un po’ faticosa, giacché tutta in salita dalla base verso la punta della piramide.

Cleto ha una storia antichissima che affonda le sue radici nella leggenda. Nel mito greco Cleta (Kleta) era una delle Amazzoni, donne che dedicavano la loro vita alla guerra. Cleta era la nutrice di Pentesilea, partita verso Troia per scontrarsi con i Greci. Purtroppo la regina morì contro Achille e Cleta partì verso l’Asia per recuperare il corpo della sua amata Pentesilea e darle una degna sepoltura. Sbarcata sulle coste calabresi decise di fermarsi e fondare una città che portasse il suo nome. 

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