Coppa e pancetta: le piacentine D.O.P

Autore La redazione di saporie.com

Talmente buoni da essere noti ben oltre i confini della loro zona d’origine: stiamo parlando dei salumi piacentini, un’eccellenza emiliana che – grazie al suo profumo, al suo aroma e al suo sapore delicato e avvolgente – ha saputo conquistare i palati di tutta Europa. 
Ce lo conferma una curiosità. Nel Settecento il cardinale Giulio Alberoni utilizzava coppa e pancetta piacentine come vere e proprie “armi diplomatiche”: le donava ai suoi interlocutori per facilitare la soluzione di problemi politici e organizzativi e, nel contempo, ne estendeva inconsapevolmente la fama. Ecco perché sul contrassegno metallico tuttora apposto sui salumi piacentini è impresso l’emblema araldico della sua famiglia.


La coppa piacentina D.O.P. 

Destinata ai giorni di festa, la coppa piacentina DOP è sempre stata considerata pregiata. Si ricava dal muscolo cervicale di suini lombardi ed emiliani. La carne viene massaggiata, spremuta e rifilata, quindi salata con un mix calibratissimo di sale, zucchero, pepe e altre spezie, che insaporisce senza coprire la dolcezza del taglio. 
A questo punto inizia la stagionatura, che avviene rigorosamente in pianura, sotto i 900 metri di altitudine. Dura almeno sei mesi, a umidità controllata e a una temperatura costante compresa tra i 10 e i 14°C.


La pancetta piacentina D.O.P. 

A differenziarla dalle altre pancette è prima di tutto la forma, cilindrica, quindi il gusto, reso unico dalla sua abbondante percentuale di grasso dolce e leggermente speziato. 
Come nel caso della coppa, anche la pancetta piacentina DOP si ricava unicamente da suini lombardi o emiliani e viene lavorata solo nella provincia di Piacenza, al di sotto dei 1000 metri di altitudine. 
È consigliabile conservarla a una temperatura di 10-15 °C, in ambienti con un’umidità che si aggiri attorno al 60-70%.

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