Croccanti bontà di Puglia: taralli e friselle

Autore La redazione di saporie.com

Dai forni di Puglia alle nostre tavole, ecco due prodotti tradizionali rinomati in tutta Italia, la frisella e il tarallo. Scopriamone insieme tutte le peculiarità.
 

taralli nascono da ingredienti semplicissimi: farina, acqua, olio e sale. Ne esistono diverse varianti, in base all’aggiunta di aromi come il peperoncino o i semi di finocchio. L’impasto viene poi suddiviso in bastoncini, cui viene conferita la classica forma a cerchio o a goccia, che sarà mantenuta in cottura. 
Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali li ha riconosciuti come Prodotto Agroalimentare Tradizionale, sottolineando la differenza esistente tra i taralli pugliesi e quelli invece tipici di Campania, Calabria e Basilicata. In quest’ultima Regione, in particolare, ne viene prodotta anche una versione profumata all’anice, dolce e glassata (il tarallo aviglianese), che presenta quindi una colorazione bianco neve.  
 

La frisella altro non è se è un tarallo decisamente più grande, cotto al forno, tagliato a metà e quindi rimesso in forno a biscottare. La farina utilizzata di solito è quella di grano duro, ma talvolta si usano anche quella d’orzo o combinazioni delle due. 
Nella prima metà del Novecento, le friselle erano considerate una sorta di pane da viaggio. La loro forma “a ciambella”, infatti, è tutto fuorché casuale: essa permette di infilarne più d’una in una cordicella, che si era soliti annodare e quindi appendere, per poterle trasportare comodamente. Era un’usanza in voga anche presso i marinai, che a pranzo le bagnavano di acqua marina e le farcivano con pomodoro fresco tagliato a pezzetti, oppure le utilizzavano come fondo per zuppe di pesce o di cozze. 
L’accompagnamento con il pomodoro è un classico per le friselle, che oggi vengono spesso bagnate con acqua, un filo di vino, quindi servite con sugo di pomodoro, carciofini e lampascioni.
 

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