Da Pizzo Calabro a Scilla: itinerari turistici in calabria

Autore Bene Insieme

Piccante come la ‘nduja, fresca come le acque cristalline che la abbracciano, selvaggia e turistica, la Calabria è una regione che vanta una notevole varietà di zone altamente suggestive che la rendono meta ambita dai turisti di ogni parte del mondo. Il nostro itinerario vi porta fin quasi sulla punta dello “Stivale”, nella zona tirrenica compresa fra Pizzo Calabro e Scilla, una terra di aspre montagne, borghi arroccati, vallate selvagge e spiagge meravigliose. Nel mese di luglio e agosto questi luoghi vengono letteralmente presi d’assalto, mentre nel cuore della primavera il minor flusso turistico li rende molto più godibili e per questo forse ancora più belli.

Pizzo Calabro, esempio di architettura aragonese

Il punto di partenza suggerito è la città di Pizzo Calabro, un borgo pittoresco il cui nome deriva dal dialetto pizzu, cioè rupe: questo perché si trova arroccato su un promontorio tufaceo lungo la costa tirrenica. Il centro storico, ricco di testimonianze architettoniche Aragonesi, è tutto un labirinto di stradine, di case a volte sparpagliate e a volte addossate le une alle altre. I vicoli si intrecciano in un dedalo di saliscendi: alcuni sono strettissimi, angusti, ripidi, creati dallo spazio lasciato da due palazzine. E proprio in questi spazi incontrerete spesso persone anziane, sedute fuori dalla porta, che prendono il fresco o che chiacchierano con altra gente.

Un altro elemento che si incontra nei vicoli sono le edicole votive, piccole costruzioni dedicate alla Madonna o a diversi Santi, presso i quali si possono trovare dei fiori e dei piccoli oggetti che i pizzitani più devoti hanno portato in segno di devozione. State pronti a un’esperienza multisensoriale: Pizzo Calabro si gira con nelle orecchie lo sciabordio del mare turchino, negli occhi l’incredulità per la raggiera di minuscoli vicoli che
si arrampicano in ogni dove e nel naso l’odore di ulivi e vigneti che permea l’atmosfera e seduce l’olfatto.

Dicevamo delle testimonianze aragonesi: la principale è di certo il Castello Murat, voluto da Ferdinando I di Aragona nel 1492, edificio dalla struttura quadrangolare a picco sul Tirreno. Dedicato a Gioacchino Murat, che qui fu tenuto prigioniero e fucilato nel 1815, propone un interessante percorso museale tra ricostruzioni storiche e testimonianze dei drammatici avvenimenti legati al generale francese, tra arredi, quadri e abiti d’epoca.

Dopo il gelato al tartufo, una passeggiata sul lungomare 

All’uscita dal castello, una pausa golosa è d’obbligo. Stiamo parlando di una delle gelaterie artigianali di piazza della Repubblica, punto di riferimento di quella che viene definita la città del gelato. Non potete rifiutare il tartufo, la tipica delizia di Pizzo, inventato negli anni Cinquanta: gelato alla nocciola con un cuore di cioccolato fondente fuso e l’esterno ricoperto
di cacao amaro in polvere. Insomma dopo vista, udito e olfatto anche il gusto ha di che gioire.
Una passeggiata sul lungomare Cristoforo Colombo, nella parte bassa della cittadina, vi consente di apprezzare la bellezza del litorale a tu per tu con il mare. Se volete, proseguendo
sul lungomare, si raggiunge la vecchia Tonnara, simbolo di un’attività storica nella pesca del tonno.

Se invece preferite far ritorno nel "cuore storico" di Pizzo, da piazza della Repubblica salite verso la zona alta. Corso Garibaldi è l’arteria che taglia in due il centro, animata da locali, botteghe e negozi, dove fare qualche acquisto. Già che siete vicini, una visita la merita la chiesa di San Giorgio, in stile barocco con un bellissimo portale in marmo del 1632. 

Prelibatezze dal mare di Calabria 

Qui c'è solo l'imbarazzo della scelta:
ci sono tanti ristorantini o trattorie
a conduzione familiare che portano avanti con indomita fierezza la tradizione culinaria pizzitana e calabra. Alla qualità inoltre si aggiunge la convenienza perché anche in Calabria, come nel sud in generale, si mangia bene spendendo cifre molto ragionevoli. Se volete gustarvi cose sfiziose e tipiche, ordinate un antipasto di mare con alici marinate oppure degli involtini di pesce spada o ancora il tipico tonno alla pizzitana, con cipolla rossa di Tropea e uva sultanina, il tutto accompagnato con uno dei vini bianchi del Tirreno, uno Scavigna o un Lamezia.

Tropea: le bellezze architettoniche

Dopo una rapida colazione, passeggiate nel centro storico di Tropea, costruito su una roccia di 50 metri di altezza a picco sul mare. Ad affascinarvi sarà l’atmosfera romantica che vi riporta indietro nel tempo, con i palazzi nobiliari risalenti al ’700 e all’800 e con il cuore della città ovvero Piazza Ercole ricco di edifici appartenuti alla nobiltà oltre al monumento del filosofo Pasquale Galluppi. Secondo un'affascinante leggenda sarebbe stato Ercole in persona a fondare “Forum Ercolis” (antico nome di Tropea), dopo aver liberato la Calabria dai giganti o mentre ricercava il Vello d'oro, insieme a Giasone e gli Argonauti.

Tutto da godere è poi il centralissimo corso Vittorio Emanuele II partendo dall’interno e andando verso il mare. Deviazione obbligata in via Roma per raggiungere la cattedrale romanica siculo-normanna del XII secolo, dove si può ammirare l'icona della Patrona della cittadina, la Vergine di Romania e il grande Crocifisso Nero del XVII secolo. Guardatevi intorno: questa stupenda cittadina sembra lo studio di un pittore con sei “finestre”, ognuna delle quali regala un belvedere differente. Fra i più belli c’è Largo Migliarese, da cui si ammirano la spiaggia della Rotonda e lo scoglio San Leonardo, che hanno colori e ombre caravaggesche. Inoltre, ripercorrendo Corso Vittorio Emanuele III e imboccando Via Roma, in pochi minuti vi ritroverete in Via del Monte, pervasa da un profumo di "pittea di cicinnea".

Le spiagge più belle di Tropea  

Siete in uno dei tratti di costa più spettacolari del mediterraneo e le piccole baie con sabbia candida e finissima sono una vera tentazione. Perché resisterle? Un po’ di relax e una bella camminata in riva al mare sono un toccasana per corpo e anima. Fra
le più belle vi consigliamo: il litorale
del Cannone che si trova esattamente dietro al molo nord del porto turistico ed è l’ideale per chi non ama la folla; l'Arenile della Rotonda attorniata dagli scogli a pochi passi dal centro storico,
si trova di fronte alla vecchia Tropea ed è facilmente raggiungibile scendendo dalla scalinata dei Carabinieri. Infine la Spiaggia Marina dell'Isola, un piccolo arenile di sabbia bianca nei pressi dell'isola Bella. Assai suggestiva è anche Capo Vaticano dove di imperdibile c’è soprattutto la grotta del Palombaro, che collega la spiaggia della Rotonda con quella della Linguata. 

Eccellenze gastronomiche locali 

Non siate timidi: fatevi guidare dall’olfatto e infilatevi nelle botteghe di prodotti tipici per comprare la ‘nduja, il morbido e piccante salame locale, una bottiglia d’olio extravergine, un vino locale, una prelibatezza al peperoncino o qualche cipolla rossa tipica della zona. Per pranzo che ne dite di una bella zuppa di pesce, oppure un letto di tonno con contorno di cipolle tropeane, magari stufate

Scilla: dal mito alla città turistica

Dopo pranzo, partite alla volta di Scilla, il punto più meridionale del vostro itinerario nella Calabria tirrenica:
se la giornata è limpida, buttate un occhio per intercettare l’inconfondibile piramide di Stromboli in mare. Sempre una bella suggestione! Le origini di Scilla (dal greco Skylla = scoglio) si perdono nella notte dei tempi: ricordate la Scilla di Omero? Il fascino dell’antichità e la posizione geografica, con l'Aspromonte che scende a picco verso una coltre azzurra da mozzare il fiato, fanno di questo paese una vera perla.

Forse il suo quartiere più caratteristico è Chianalea, con i suoi vicoletti e le scalinate che terminano la loro corsa fra i flutti argentei del mare. Gironzolando, sarà facile imbattersi in pescatori alle prese con le reti da pesca o indaffarati nella sistemazione delle barche: ad accompagnarli sarà un silenzio laborioso o magari qualche canzone popolare, per uno scenario d’altri tempi, acusticamente scenografato dalle onde lambenti le casette sulla costa. Alcuni di questi pescatori sono a disposizione per escursioni via mare tra le Grotte: qui i turisti sono accolti a braccia aperte e cuore spalancato e la visita alle grotte sarà arricchita da una serie di suggestivi racconti sulle leggende locali tramandate da generazioni.

Anche il quartiere di San Giorgio, la zona storica di Scilla, merita una visita per vedere da vicino piazza San Rocco, la Chiesa Madre, il Palazzo Comunale
e affacciarvi sullo strapiombo sullo Stretto. Altri panorami da urlo, sono quelli che vedrete dal Castello Ruffo, che si erge sul promontorio che divide le spiagge di Marina Grande e Chianalea. State pronti a lustrarvi gli occhi e abbracciare con lo sguardo la costa calabrese no all’estremo nord della Sicilia. Internamente la fortezza non è da meno: una volta superato l'androne, vi troverete dentro a un cortile, e da qui, percorrendo il grande scalone, si giunge all'ingresso della residenza. Questa, oggi teatro di convegni e mostre d’arte, è dotata di ampi saloni, essendo stata di proprietà di una delle più ricche e importanti casate del regno di Napoli.

Prima di cena passeggiata a Marina Grande, il quartiere turistico di Scilla, zeppo di locali affacciati sulla spiaggia, dove poter scegliere in tranquillità la meta dell’ultimo pasto del weekend. Cena con carpaccio di pescespada come antipasto, linguine agli scampi come primo e involtini di pesce spada alla griglia di secondo, il tutto accompagnato con un Calabria Bianco

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