Educazione finanziaria: suggerimenti e strumenti

Autore La giornalista Debora Rosciani

Se la cultura finanziaria fosse una disciplina scolastica, voi che voto avreste in pagella? Non vi preoccupate se, in sincerità, vi attribuireste una valutazione non proprio brillante: in Italia, su questa materia, c’è un po’ di strada da fare, quindi probabilmente siete in buona compagnia.

La conoscenza dei prodotti finanziari “base” e i rischi a essi associati, la pianificazione finanziaria per il proprio futuro e la gestione del denaro sono però competenze sempre più importanti, che bisogna iniziare a padroneggiare.

Un team interaccademico composto da docenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dell’Università degli Studi di Milano Bicocca e dell’Invalsi ha elaborato in collaborazione con il Consorzio PattiChiari un “indice di competenza finanziaria”, che rileva – tutto sommato – comportamenti virtuosi e una buona padronanza dei concetti di base della finanza in Italia. Di contro ci sono, però, una scarsa familiarità nel calcolo numerico e una limitata consapevolezza del funzionamento del sistema di capitalizzazione degli interessi.

Per colmare le lacune, però, non è mai troppo tardi, e per avere un’infarinatura dei concetti principali si può partire anche da un giro su internet.

Il sito di Borsa Italiana, ad esempio, mette a disposizione un glossario di rapida consultazione e composto da oltre 1000 termini di economia e finanza. Dare un’occhiata alla definizione ogni volta che sentiamo un termine che ci è poco chiaro potrà aiutarci a saperne un po’ e incuriosirci.

La Consob – l’organismo di garanzia che si occupa di vigilare sulla trasparenza della borsa e di tutelare gli investitori – dedica una sezione del suo sito all’educazione finanziaria, esplicitando proprio l’intento di promuovere quella che definisce “capacità di autotutela” del risparmiatore. Insomma, chi è informato si sente più sicuro, e in questa sezione si possono trovare schede monografiche di approfondimento, strumenti di calcolo e un vademecum che accompagna l’utente con le regole fondamentali da seguire quando si sceglie di investire il proprio denaro, si stipula un contratto con un intermediario, ci si tiene informati sugli sviluppi del proprio risparmio anche attraverso internet. Anche Assogestioni l’associazione del risparmio gestito, dedica uno spazio sul proprio sito all’educazione finanziaria

Educazione finanziaria che, però, non è fatta solo di termini da imparare e calcoli complessi: si possono apprendere i concetti principali e, soprattutto, una sensibilità all’importanza di un uso consapevole del denaro anche da giovani e giovanissimi, insieme a genitori e insegnanti. La Banca d’Italia, ad esempio, mette a disposizione, anche online, una serie di quaderni didattici, pensati per le diverse classi delle scuole primarie e secondarie. Il titolo è molto significativo: Educazione finanziaria – conoscere per decidere. E per conoscere e imparare si possono usare molti linguaggi diversi: ne è un esempio il portale “Economiascuola” realizzato da Pattichiari, il consorzio dell’Associazione bancaria Italiana che ha proprio l’obiettivo di sviluppare “strumenti e regole per favorire una migliore relazione banca-cliente fondata su semplicità, chiarezza, comparabilità e mobilità”.

Le proposte si rivolgono sia agli insegnanti che ai genitori: si va dalle video lezioni pensate per sviluppare sensibilità e competenza su questi temi alle fiabe, raccolte in un libro intitolato proprio “Fiabe e denaro”; vengono consigliati film e link utili, c’è perfino un gioco online per capire se si è “imprenditori in erba” e non mancano alcune schede che spiegano i concetti economici di base in modo semplice. Particolarmente interessante, poi, la sezione dedicata ai genitori, con le proposte e i consigli per trovare il modo giusto per parlare di soldi ai figli. Perché anche l’argomento economico può essere – talvolta – sentito come una sorta di “tabù”, affrontarlo può essere complicato o mettere un po’ a disagio.

Eppure non se può più ignorare l’importanza, in un’epoca in cui i nostri ragazzi si troveranno, probabilmente, di fronte a scelte molto più delicate e impegnative sul fronte economico di quelle vissute dalla generazione che li ha preceduti.

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