Gorizia e la grande guerra

Autore Bene Insieme

Iniziate la visita della città dal suo cuore ottocentesco, nato e cresciuto nel periodo di massimo sviluppo del capoluogo isontino come meta di viaggi e vacanze. E’ la Gorizia di Corso Verdi e Corso Italia, delle grandi ville, dei palazzi che volevano imitare quelli delle grandi capitali dell’impero come Vienna, Praga e Trieste in primis. Corso Verdi soprattutto, con il mercato coperto in stile Liberty, è da visitare anche per qualche golosa occasione di shopping, con la Casa del Commercio. Proseguendo verso la stazione centrale, eretta all’inizio del secolo scorso, entrerete in Corso Italia. Questa è la cosiddetta la strada delle ville, dato che vi si affacciano edifici come Casa Jona, in stile Sezession, Villa Blasig, con tanto di pinnacolo di gusto gotico, e Villa Vervega, con una facciata ricca, opulenta, davvero inconfondibile. Questa è una zona segnata dall’elegante ricchezza asburgica ma anche e soprattutto dalle ferite del primo grande conflitto mondiale. Gorizia è stata uno dei principali fronti del conflitto (pensate che Caporetto dista meno di un’ora da qui) e le montagne della regione conservano ancora resti di trincee e fortificazioni, segno tangibile di una guerra che ha lasciato un segno profondo e indelebile.

Proprio qui potrete visitare uno dei più importanti musei dedicati alla Prima Guerra Mondiale. Il Museo della Grande Guerra si trova nell’affascinante Borgo Castello, nucleo storico della città, e fa parte del complesso dei Musei Provinciali. E’ allestito nel sotterraneo di due case del ‘500 e offre un’esperienza davvero intensa attraverso la ricostruzione di alcuni ambienti e situazioni di guerra: all’ingresso, quasi fosse un monito per le generazioni presenti e future, si trova un campo minato, macabro testimone di come questo conflitto abbia provocato milioni di morti e sia stato particolarmente cruento. La mostra è allestita in un percorso di nove sale che, passo dopo passo, racconta al visitatore le più importanti vicende del conflitto attraverso oggetti, divise e cimeli originali ritrovati sul fronte dell’Isonzo e appartenuti ai soldati che hanno combattuto in questa zona. Particolare attenzione è dedicata proprio alla situazione di Gorizia, una città devastata dalla guerra ma che non fu mai completamente abbandonata. L’esperienza più intensa del museo è offerta dalla trincea, una sala che ricostruisce in maniera autentica, con tanto di spari e rumori realistici, questo ambiente, simbolo di un conflitto immobile, una guerra di attesa, estenuante, combattuta spesso a poca distanza dai nemici. Fianco a fianco, eppure uno contro l’altro. Inesorabilmente.

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