Gubbio

Autore Bene Insieme

Se persino il sommo Dante racconta la bellezza del territorio eugubino nell’XI canto del Paradiso, varrà la pena visitarla, no? Gubbio è un grande presepio, aggrappato alla roccia del Monte Ingino, con la sua cinta muraria che ancora oggi avvolge l’abitato del centro storico.

La vostra escursione può iniziare da piazza Quaranta Martiri, un tempo piazza del mercato e oggi ampio spazio destinato a parcheggio e giardino pubblico, circondata dalla chiesa di San Francesco. Da piazza Quaranta Martiri la passeggiata diviene una camminata in salita che sfocia in piazza Grande, vera e propria terrazza pensile sulla quale poggiano Palazzo Pretorio e l’imponente Palazzo dei Consoli. Da piazza Grande potete regalarvi uno dei panorami più estesi e affascinanti sull’Umbria ed è l’occasione per gettare uno sguardo sull’Anfiteatro Romano, risalente al I secolo a.C., restaurato ad inizio Novecento, che durante la stagione estiva ospita spettacoli classici.

Se non siete mai stati a Gubbio ma avvertite la sensazione di avere familiarità con alcuni di questi luoghi, state tranquilli, non si tratta di reincarnazione. Più probabilmente siete fra i molti in Italia che seguono una delle fiction più amate di sempre quale è Don Matteo che qui viene girata.  Continuate il percorso attraverso via Sant’Ubaldo, immersa nel verde dei boschi di conifere del Monte Ingino, fino a raggiungere la Basilica di Sant’Ubaldo: la vista dall’alto del piazzale della Basilica è imperdibile e in un piccolo terrazzo pensile troverete un mini bar per una merenda tra le nuvole.

A proposito, lo sapete che questo favoloso paesino è simpaticamente noto come “la città dei matti”? L’appellativo venne conferito secoli fa in riferimento alla proverbiale imprevedibilità degli eugubini. Se anche voi siete tipi esuberanti ed un minimo atletici, potete guadagnarvi sul campo la vostra patente di “matto”. Come? Basta raggiungere Largo Bargello e correre per tre volte intorno alla piccola “Fontana dei matti”. Questa buffa tradizione risale al 1880 ed è legata alle "birate", ovvero ai veloci giri intorno al pennone principale di piazza Grande che si compiono durante la Festa dei CeriAttenzione: perché la “patente” sia valida, la corsa va fatta in presenza di un eugubino.    

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