I giovani e il denaro: qualche consiglio

Autore La giornalista Debora Rosciani

Avete già messo in conto quanto vi costerà l’avvio dell’anno scolastico dei vostri figli? A scuola l’educazione finanziaria è insegnata ancora troppo poco e le iniziative – non strutturali ma periodiche – sono prevalentemente organizzate nell’ambito delle scuole superiori. 
Eppure, il buon senso suggerisce di trasmettere molto presto ai propri figli i rudimenti del rapporto con il denaro. Da dove cominciare? Esiste un metodo per fare in modo che la gestione finanziaria della prole possa diventare un momento utile per gettare le basi di una relazione corretta con il denaro?

 

Partiamo proprio dalla scuola. Alle elementari i libri di testo non si pagano, quindi questa è una spesa rinviata all’inizio della scuola media o, meglio, della scuola secondaria di primo grado, e ancora più impegnativa durante la secondaria di secondo grado. Ma se il libro di testo non rappresenta un problema (bisogna ricordarsi però di prenotarlo in largo anticipo all’edicola di fiducia, ve ne siete ricordati?) diverso è il discorso per quello che riguarda il corredo scolastico: dallo zaino all’astuccio, dai colori alla cancelleria, è questo il tradizionale terreno di battaglia con i piccoli. Giustamente i bambini, in occasione dell’annuale debutto a scuola, tendono ad accentuare il confronto con gli amici e avvertono l’esigenza di uniformarsi, e così tutti a chiedere il kit su cui campeggia l’immagine del supereroe di turno. Dire di no è molto difficile, ma tenere il budget sotto controllo lo è ancora di più. 
Le organizzazioni del commercio e delle cartolerie, di intesa con le associazioni dei consumatori, già da qualche anno propongono un “kit scuola” tutto compreso a un costo che non supera i 25 euro. Certo, manca la griffe, ma le famiglie hanno tutti gli strumenti per convincere i figli che la qualità del loro corredo è equivalente a quello prodotto dalle marche più famose. D’altronde viviamo momenti difficili ed è un bene che sin da piccoli i nostri figli sappiano che non bisogna dare nulla per scontato e che le cose costose bisogna anche sapersele guadagnare. Magari con un buon profitto proprio a scuola.

 

Educare i figli al risparmio è dura in un mondo poco incline al sacrificio. Ecco allora che un suggerimento utile potrebbe essere quello di cominciare a riconoscere una piccola paghetta proprio in concomitanza con l’avvio dell’esperienza scolastica, un periodo in cui le esigenze dei ragazzi si moltiplicano a dismisura. I genitori che si sono avventurati in questa “spinta all’indipendenza” consigliano di iniziare con cifre periodiche assolutamente modeste, ma che possano essere gestite in totale libertà e possano aiutare il bambino a familiarizzare con il denaro e il suo uso: “Vuoi il pacchetto di figurine? Ti servirà tutta la paghetta del mese per comprarlo e poi non potrai acquistare più nulla fino al prossimo mese”. Si tratta di una modalità educativa molto efficace. 
A quanto è giusto che ammonti il micro-stipendio? È chiaro che dipende dalle disponibilità della famiglia ma soprattutto dall’età. In America le famiglie applicano un’originale scala mobile: tanti euro (negli Usa, ovviamente, tanti dollari) quanti sono gli anni, cioè 7 euro a chi ha 7 anni, otto euro al compimento degli otto anni. E’ bene addestrarli subito alle difficoltà della pianificazione finanziaria della famiglia.

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