Il corpo della donna: come cambia dopo il parto?

Autore Dottor Ezio Bergamini - Ginecologo

Il periodo successivo al parto è caratterizzato da un riequilibrio di tutto l’organismo oltre che dal ritorno alla normalità degli organi principalmente coinvolti nell’atto stesso del parto:

·         l’utero;

·         i genitali;

·         i muscoli perineali;

·         lo scheletro;

·         le articolazioni.

Il corpo dovrà infatti liberarsi del fiume di ormoni che ha sostenuto la gravidanza e per farlo sovraccaricherà fegato e reni, producendo una sensazione di gonfiore e congestione dell’organismo che, accompagnato dalla mancanza di riposo dei primi mesi di un bimbo, può rendere il primo periodo post parto molto frustrante per la neomamma.

Il ritorno alla normalità e l’allattamento

L’utero andrà incontro a una riduzione di volume tramite contrazioni che saranno avvertite maggiormente durante i momenti di allattamento: la suzione del capezzolo infatti da parte del neonato stimola, tramite un meccanismo ormonale che coinvolge la prolattina, la contrazione dell’utero; le perdite ematiche (lochiazioni) accompagneranno la cicatrizzazione del punto di inserzione della placenta e, come tutte le ferite, diverranno da ematiche a muco-ematiche fino a cessare del tutto. La riduzione tramite contrazione dell’utero ha una importante funzione nella prevenzione delle emorragie post parto: importante quindi l’attaccamento al seno fin da subito dopo il parto. 

Addominali, bacino e seno: fra trasformazione e recupero

Dopo il primo mese post partum si può iniziare a incrementare l’attività dei muscoli addominali e con progressione a rieducarli. Il bacino in gravidanza si è allargato, i ligamenti divenuti più lassi, i muscoli addominali meno tonici e la stessa postura dello scheletro modificata per fare da contrappeso all’utero contenente il feto. Il baricentro viene infatti spostato in avanti dal peso della pancia e il corpo, per rimanere in equilibrio, assume una postura con anche extra ruotate e bacino retroverso, che genera la classica andatura “a papera” delle donne in gravidanza. Molto utili per recuperare elasticità possono essere olii naturali, come:

·         mandorla;

·         avocado;

·         jojoba;

·         creme antismagliature;

ma soprattutto il massaggio della cute.

Il seno poi, a seguito dell’aumento volumetrico della ghiandola mammaria, può andare incontro a un rilassamento e perdita di tono, ma occorre aspettare la cessazione dell’allattamento per intervenire con sostanze tonificanti. Ricordiamo che il seno non ha una sua componente muscolare, i muscoli pettorali sono sotto la ghiandola mammaria, e che la tensione è dovuta allo stimolo ormonale.

Muscolatura perineale: la ginnastica che fa bene

I muscoli perineali con il parto vengono stressati e la stessa tipologia di parto può incidere sul successivo ipo-tono di questi muscoli, ad esempio:

·         durata del periodo espulsivo;

·         manovre ostetriche per facilitare la fuoriuscita del bambino;

·         lacerazioni o incisioni chirurgiche – episiotomia;

·         difficoltà a gestire l’espulsione della testa fetale da parte dell’ostetrica;

·         grandezza del feto o anomalie della presentazione;

Prolassi vescicali o della vagina e del retto, episodi di incontinenza urinaria o beanza della rima vulvare possono presentarsi dopo il parto soprattutto se esistono fattori predisponenti. La rieducazione del piano perineale mediante ginnastica appropriata sia attiva che passiva mediante elettrodi elettricamente stimolati risulta molto utile in questi casi. Questa ginnastica deve essere iniziata il prima possibile per recuperare completamente la funzionalità della muscolatura.

Ultimamente si è evidenziato come utile anche l’utilizzo di laser stimolanti la produzione di fibroblasti nel correggere l’incontinenza urinaria post partum. Molti esercizi possono essere consigliati per rinforzare questi muscoli: flettere il busto tenendo le gambe flesse o contrarre i muscoli del piano perineale. In molte Unità Ostetriche sono stati istituiti ambulatori di ginnastica riabilitativa del piano perineale gestiti dalle ostetriche. Da evitare e correggere l’abitudine a trattenere l’urina o la stitichezza, introducendo molti liquidi e utilizzando diete adeguate ricche di fibre.

Baby blues: come si riconosce e come si affronta

Nel 70% delle neomamme può succedere che il drastico cambiamento ormonale che segue il parto e la stanchezza sia fisica che mentale dovuta al travaglio e al parto determinino uno stato malinconico, il cosiddetto baby blues o maternity blues, situazione caratterizzata da un’indefinibile sensazione di malinconia, tristezza, irritabilità, inquietudine, perdita dell’appetito, insonnia o difficoltà a rimanere svegli, assenza di interesse nelle attività quotidiane e/o verso il neonato.

In molti casi si risolve spontaneamente ma in alcuni casi può evolvere in vera depressione (depressione post partum). Questa patologia, assai insidiosa, può creare grande sofferenza sia alla madre che la vive, sia al suo bambino. In rari casi può evolvere in psicosi perpuerale accompagnata da sintomatologie di tipo psicotico. Un’attenzione particolare e un precoce intervento di supporto psicologico o farmacologico può dimostrarsi molto utile in questi casi. 

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