Il parco dei mostri di Bomarzo

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Autore BeneInsieme

Un luogo a metà tra la favola e l’arte, un posto unico nel suo genere amato da grandi e piccini, è il sacro bosco di Bomarzo, a meno di un’ora di auto da Roma, chiamato anche Parco dei Mostri a causa delle bizzarre creature di pietra che lo abitano. Un giardino vero e proprio capolavoro dell’arte italiana, che con le sue misteriose presenze è capace di lasciare tutti a bocca aperta. Per visitare il Sacro bosco basterà circa un’ora, ma è il caso di prendersela comoda e di organizzare un bel picnic sui prati che circondano questo luogo magico e sospeso nel tempo.

Cos’è il sacro bosco di Bomarzo

Un bosco, un giardino, disseminato di statue giganti, draghi, dragoni, cavalieri e guerrieri. Creature fantastiche e case pazze, tartarughe ed elefanti. Progettato nel cinquecento dall’architetto Pirro Ligorio, finanziato dal principe Vicino Orsini (come nelle migliori favole), questo parco mostruoso doveva stupire i visitatori, lasciarli letteralmente senza parole. Ma secondo molti la storia sarebbe un’altra: il principe fece realizzare il bosco in memoria della sua povera moglie a cui avrebbe dedicato Il Tempio che si trova all’interno alla sua morte. Il Tempio è ben distaccato dalle altre sculture, si trova infatti su un’altura nei dintorni del parco. Dopo la morte del principe Orsini il sacro bosco di Bomarzo cadde in stato di abbandono, e fu restaurato soltanto dopo 400 anni dalla famiglia Bettini che ancora oggi se ne prende cura e ha in capo la sua gestione.

Statue, mostri e sogni

Le prime ad accoglierci sulla strada del parco sono le sfingi greche, che si trovano giusto accanto allo stemma degli Orsini. Delle vere e proprie guardiane di questo luogo sacro che sembrano ammonire i visitatori. Proseguendo lungo il sentiero a sinistra si trovano le statue raffiguranti le divinità più antiche come SaturnoGianoFaunoEvando e la Triplice Ecate. Piano piano si arriva alla suggestiva lotta fra giganti, e davanti alla cascata vi aspetta la tartaruga, per lasciarvi a bocca aperta. Sul dorso della tartaruga c’è la Nike, la dea alata. I riferimenti alla mitologia greca non si fermano qui: vicino alla tartaruga si trova anche Pegaso alato, in procinto di spiccare il volo. Nel parco troverete anche Nettuno, dio dei mari.

Portare i bambini a Bomarzo

Il sacro bosco di Bomarzo è un luogo incredibile, e portarci i bambini significa accompagnarli in un posto favoloso dove regna la fantasia e l’immaginazione. La cosa preferita dei più piccoli (ma anche di chi è un po’ più cresciuto) resta sempre la casa inclinata, una costruzione su due piani creata per disorientare l’equilibrio di chi vi entra. Un po’ più spaventosa ma attraente per i bambini è la scultura simbolo di questo luogo, l’Orco. Una testa d’uomo con la bocca spalancata che fa da ingresso a una piccola stanza scavata nella roccia. Qui si trova un’incisione misteriosa che sta a voi decifrare: “ogni pensiero vola”.

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