Il sito archeologico di Vibo Valentia

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Autore Bene Insieme

Vibo Valenza è un piccolo sperone allungato nel Tirreno. Le sue radici si perdono nella notte dei tempi e ne fanno uno scrigno di storia e cultura, dove troneggia la bellezza selvaggia dei luoghi con le suggestioni di un mare cobalto e lussureggianti altopiani su cui svettano i monti delle Serre. 

Oltre alla catena appenninica, la provincia comprende la costa tirrenica e il vasto comprensorio agricolo dell'altopiano del Poro. Il Golfo di Sant’Eufemia a nord e quello di Gioia Tauro a sud sono incorniciati dalle colline e dai rilievi montuosi: non resta che respirare a pieni polmoni e spalancare gli occhi per catturare quanta più natura incontaminata possibile. Un’esperienza semplice ma di straordinaria intensità emotiva. Da non perdere sicuramente la Costa degli Dei, discontinua e frastagliata, ricca di insenature rocciose alternate a siti morbidi e sabbiosi.

L'entroterra invece è dominato dal massiccio delle Serre, con fitte foreste di conifere, boschi di faggi e ruscelli. Alcuni dei paesaggi che compongono questa sorta di “incantesimo pittorico” sono gli uliveti ordinati e ombrosi, i campi di grano, gli aranceti e i limoneti che, aiutati dal vento, spargono l’odore fresco ed intenso dei propri frutti, i vigneti arroccati sui fianchi delle colline, i canneti ondeggianti e il profumo inebriante delle zagare in fiore nelle calde notti estive. 

Vibo Valenza è anche un importante sito archeologico: potete accorgervene sin dal centro dove trovate diversi scavi, non sempre segnalati in modo ottimale, visitabili con guida turistica. Nei pressi del sito archeologico più antico, quello dell’Acropoli di Hippion (nome di Vibo quando era colonia greca), andate a vedere il Castello normanno-svevo, costruito sotto il dominio delle due popolazioni ma che in seguito al tremendo terremoto del 1783, è stato ripensato e ricostruitonel modo in cui lo potete osservare oggi. All’interno delle grandi mura c’è la sede del Museo Archeologico Statale Vito Capialbi.

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