'La marca privata aumenta del 20%'

27 aprile 2009

Intervista a Camillo De Berardinis Amministratore Delegato Conad - Da Il Sole 24 Ore

Vendite trainate dalle super offerte e dai prodotti a marca Conad, poi a Pasqua una boccata d'ossigeno che però non cambia un quadro dei consumi difficile. Per Camillo De Berardinis, ad di Conad, «nonostante i risultati ottenuti, i mutamenti degli stili di consumo diverranno strutturali. Cioè non si tornerà più indietro». È crisi per le vendite? Per quanto ci riguarda, nel primo trimestre dell'anno, le vendite nel canale super sono cresciute del 6,5% e nell'iper del 2,4. Molto meglio quindi rispetto al 2,2% della media del mercato. Si è accentuata la forbice tra food e non food? Nettamente: il canale che performa meglio è quello dei superstore - sotto i 2.500 mq, senza capispalla ed elettrodomestici bianchi - dove il largo consumo confezionato cresce del +5,9 per cento. E sulle marche private? È un trend sempre in salita: il trend di crescita, nel primo trimestre, ha sfiorato il +20% nei Super Conad. E nel canale Iper? Soffrono tutti: negli Iper il general merchandise (non food ndr) presenta valori negativi, -3,2%. Mentre il largo consumo confezionato si attesta sul +1,6%, che diventa +2,4% per gli Iper Conad Leclerc. La flessione al Sud però è stata più marcata. La vostra strategia tagliaprezzi è paragonabile a quella dei principali competitor? Sì ed è imponente: abbiamo in atto 25 iniziative nazionali che si aggiungono a quelle locali. Negli ultimi anni il piano promozionale ha coinvolto 1.526 prodotti, di cui 700 a marchio Conad. Da febbraio 2008 a febbraio 2009 abbiamo garantito risparmi ai consumatori per 228 milioni. Mediamente 50 euro pro capite l'anno.