Qualità, identità e distintività le chiavi - di Camillo De Berardinis

01 gennaio 2009

I consumi sono stati forse l’ultimo caposaldo a crollare, a fine 2008, sotto il maglio della più grave crisi economica da ottant’anni a questa parte.

I consumi sono stati forse l’ultimo caposaldo a crollare, a fine 2008, sotto il maglio della più grave crisi economica da ottant’anni a questa parte. Le famiglie si sono arrese a un diffuso senso di insicurezza sul futuro e hanno ridotto gli acquisti, rinviando le spese per il cambio dell’auto, l’abbigliamento e altri beni durevoli e accordando la preferenza alle marche e ai prodotti più economici. Il comparto alimentare è quello che ha retto meglio nel 2008, anche se valore del carrello e margini si sono drasticamente ridotti. Sono cresciuti, invece, i prodotti di primo prezzo, mentre quelli a marchio del distributore hanno registrato volumi di vendita in forte aumento. In questo scenario, Conad ha ottenuto nel 2008 un risultato molto positivo (+6,53 per cento rispetto al 2007), migliore di quello dei principali competitor. Ci hanno premiato le scelte fatte negli ultimi anni; scelte che hanno rafforzato la nostra distintività e il nostro potenziale competitivo. Mi riferisco al cospicuo investimento nei prodotti a marchio Conad per ampliarne la gamma e migliorarne qualità e packaging; ma anche all’adozione di un piano promozionale nazionale di grande impatto, che abbiamo sostenuto con un investimento pubblicitario crescente, incentrato su promesse concrete, riscontrabili dal consumatore. Infine il ricco carnet delle alleanze internazionali. L’alleanza “storica” con E.Leclerc ci ha permesso non solo di realizzare importanti sinergie commerciali, ma anche di acquisire un prezioso know how e sviluppare innovazione in nuovi mercati – parafarmacie, distributori di carburanti, ottica (di prossima apertura) – in modo più rapido ed efficace rispetto ai concorrenti, con positive ricadute sul piano economico e sull’immagine di convenienza e qualità di tutte le insegne Conad. Forti della partecipazione in Coopernic abbiamo non solo migliorato le condizioni di acquisto dalle industrie multinazionali ma anche realizzato nuovi progetti nelle private label e nei primi prezzi nonché sinergie nelle importazioni di prodotti freschi e non food. Per affrontare al meglio un 2009 che si presenta più difficile dello scorso anno, dobbiamo migliorare l’efficienza della filiera socio-cooperativa-consorzio dotandola di una maggiore integrazione, rapidità ed efficacia e avendo come riferimento l’evoluzione di Coopernic. Dovremo inoltre ridurre le disomogeneità – ancora forti – presenti nel sistema e tra le cooperative, disomogeneità che hanno una ricaduta sulla qualità dell’offerta e sulla competitività della rete commerciale. Ci sono, tuttavia, altri fronti su cui intervenire. I fornitori, che ci riconoscono i miglioramenti di questi ultimi anni, ma lamentano anche l’incapacità delle cooperative di garantire prestazioni omogenee: una disomogeneità, nelle cooperative e nella rete, che genera problemi anche nell’ambito di alcuni progetti avviati in ambito Coopernic. Poi i consumatori, che non percepiscono ancora in modo chiaro la diversa funzione d’uso e il diverso livello di servizio dei nostri più importanti format distributivi, Conad e Margherita. Sviluppare qualità e rafforzare la nostra identità e distintività: sono le chiavi per far comprendere bene il ruolo di Conad, che non è solo un’insegna bensì un progetto d’impresa che si lega fortemente al territorio, che mette al primo posto l’interesse dei consumatori e promuove nello stesso tempo nuova imprenditorialità. (da Comma n.1/2009)