Responsabilizzare i figli attraverso la crisi

Autore La giornalista Debora Rosciani

Persino il Telefono Azzurro ha rilevato che sempre più famiglie italiane fanno fatica ad arrivare a fine mese. Se il 59% dei ragazzi intervistati sostiene di non avere fiducia nel futuro a causa di mancanza di prospettive (soprattutto in ambito lavorativo), altre indagini rilevano che i ragazzi che vivono in una famiglia in difficoltà economica fanno fatica a modificare il loro stile di vita: pare che quello della paghetta sia uno dei pochi tagli a non venire effettuato, nonostante la condizione generalizzata di ristrettezza finanziaria. Giusto o sbagliato, non sta a noi dirlo.


Ma ci domandiamo se, forse, questa crisi non possa rappresentare un momento idoneo per adottare un regime di spesa casalingo più responsabile, che coinvolga tutti, da mamma e papà ai figli e ai nonni. 
Come spiegarlo ai più piccoli? Tutti gli esperti sembrano concordi nel suggerire di dire sempre la verità, di raccontare senza ansie che si sta attraversando un momento complicato – magari perché uno dei due genitori ha perso il lavoro, o il contratto dell’altro è stato trasformato in part-time e le entrate sono drasticamente diminuite – così da condividere la situazione.

 “Condivisione” significa anche collaborazione ai principali momenti di vita familiare: potrebbe essere una buona idea esaminare tutti insieme le necessità quotidiane e passare in rassegna il superfluo, scegliendo cosa mantenere e a cosa rinunciare. Se la paghetta finisce tutta in giocattoli potrebbe essere il caso di ridurla, salvando invece impegni sportivi e incontri con gli amici.

La spesa stessa può essere un eccellente momento di responsabilizzazione: stabilendo un budget con anticipo, perché non portare i ragazzi con sé e farsi aiutare nella selezione dei prodotti?

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