Compra consapevolmente

Autore dall’archivio di Bene Insieme

Le più recenti statistiche descrivono le famiglie italiane come sempre più oculate negli acquisti. La crisi degli ultimi anni ha responsabilizzato un po’ tutti e anche chi non è stato direttamente toccato dalle difficoltà si guarda attorno, sentendosi coinvolto in una sorta di solidarietà collettiva che ha generato molti cambiamenti nelle abitudini di consumo. 
“Consapevole” è diventata la parola d’ordine che riguarda ogni acquisto: a caratterizzare la spesa delle famiglie ci sono oggi molto meno impulso e molto più raziocinio del passato. D’altra parte, è vero che alcune voci non possono essere cancellate, con un colpo di spugna, dal bilancio familiare. 
In cosa si traduce, concretamente, lo shopping razionale e consapevole? Come può la parola “consapevolezza” accompagnare le nostre scelte economiche? Dipende, certamente, dalle esigenze delle stesse famiglie, ma anche dalle molteplici opportunitàofferte, oggi, dal pianeta commercio. 
Da un mondo che, appena vent’anni fa, era caratterizzato solo ed esclusivamente dai negozi al dettaglio – il macellaio, il fruttivendolo, la banca sotto casa e l’amico assicuratore – siamo passati con una velocità inarrestabile a un mondo molto concorrenziale, che ha visto sorgere enormi centri commerciali, outlet e spacci aziendali, accanto allo sviluppo a dir poco tumultuoso del commercio online
Orientarsi non è facile e non è sempre detto che l’esasperata necessità di risparmiare trovi una risposta adeguata nei luoghi – sia fisici che virtuali – in cui i prezzi sono molto bassi. È opinione diffusa, tra gli italiani soprattutto, che “chi più spende, meno spende” e, dunque, anche andando a caccia di occasioni, vale sempre la pena buttare un occhio alla qualità, in tutte le categorie merceologiche. 
Consapevolezza significa dare un calcio alla pigrizia e operare più confronti prima di acquistare l’articolo ricercato, soprattutto quando si tratta di un impegno economico rilevante (a proposito, se avete intenzione di rinnovare l’arredamento o il parco elettrodomestici, ricordate che il Governo ha appena varato un ricco pacchetto di incentivi fiscali, ma ne parleremo in un altro post). 
Consapevolezza significa dare un’occhiata alle etichette dei prodotti, da quelli alimentari all’abbigliamento: conoscere la filiera che, dal produttore, porta la mozzarella sulla nostra tavola o la camicia addosso ai nostri figli è molto importante. Ci aiuta a capire come si formano i prezzi – “molti passaggi, molti ricarichi” – e a preferire così le produzioni più vicine a noi: risparmiamo e diamo una mano al nostro territorio. Tra l’altro, visto che nelle righe precedenti si citavano gli elettrodomestici, sappiate che anche questi hanno la loro “etichetta”: la vediamo appiccicata su frigoriferi e lavastoviglie dei vari rivenditori e viene messa in ottemperanza a una direttive europea del 1992 per informare sul consumo di energia degli apparecchi elettrici. 
Consapevolezza significa avere coscienza dei propri diritti di consumatore, sapere che se si è “insoddisfatti” si ha il diritto ad essere “rimborsati”, a patto che si possano dimostrare i difetti del prodotto acquistato o, comunque, la validità delle proprie ragioni. 
Quindi, invece di buttare subito tutti gli scontrini di ciò che compriamo, teniamoli almeno per qualche giorno visto che lo scontrino – o la ricevuta o la fattura – è il primo documento che ci permette di esercitare i nostri diritti.

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