Dieta e fibra: quando l'intestino chiede una pausa

Autore La nutrizionista Sabrina Severi

La Società Italiana di Nutrizione Umana suggerisce di assumere almeno 25 grammi di fibra alimentare al giorno. Questo perché la fibra: 

  • regola la peristalsi intestinale;
  • modula l’assorbimento di grassi e zuccheri;
  • dona senso di sazietà;
  • partecipa al mantenimento della flora intestinale.

Esistono due tipi di fibra alimentare: solubile e insolubile.

La fibra solubile (pectine, mucillagini…) è quella contenuta in avena, orzo, segale, frutta fresca, vegetali come le carote e le patate, semi di lino dorati.

La fibra insolubile (cellulosa, emicellulosa…) è contenuta nei cereali integrali e nei loro derivati integrali, nella crusca, nella verdura a foglia verde, nella frutta secca e nei semi.

L’intestino presenta una differente sensibilità a seconda della sua condizione. L’interazione tra le abitudini alimentari e lo stile di vita può alterare l’equilibrio intestinale e determinare disturbi come la diarrea, la stitichezza ostinata, gonfiori e dolori addominali.

Per ritrovare il benessere dell’intestino è certamente utile rallentare il ritmo di vita, praticare attività fisica (passeggiare, fare yoga o tai chi), mangiare lentamente e controllare l’apporto di fibra per qualche giorno.

In particolare:

quando i disturbi sono caratterizzati da diarrea, meglio adottare per alcuni giorni una dieta a basso contenuto di fibra insolubile;

quando i disturbi sono caratterizzati da stipsi ostinata, può essere vantaggioso aumentare il consumo di fibra solubile e assicurarsi un adeguato consumo di acqua giornaliero.

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