La cucina solare fra solidarietà ed ecologia

Autore La redazione di econote.it

Sfruttare il sole per il benessere delle persone e dell’ambiente è possibile anche in cucina grazie al forno solare: un dispositivo che concentra la luce del sole e la utilizza per bollire, friggere e cuocere.

Ne esistono di due tipi: a scatola e parabolici. I primi, più semplici, si trovano in commercio, ma è facile costruirli in casa con materiali poveri (cartoncino, carta stagnola, colla). La cottura avviene a temperature relativamente basse: ciò consente di allontanarsi per svolgere altre faccende senza rischiare di bruciare il cibo.

I forni solari parabolici sono più elaborati. Uno specchio concentra la luce nel punto in cui si pone la pentola con il cibo. Questa apparecchiatura può raggiungere i 200° e, orientando la parabola, consente di cucinare dal mattina alla sera. Montaggio, manutenzione e trasporto (il peso massimo è di 12 chili) sono facili e accessibili.

Grazie alla loro utilità e praticità, l’uso dei forni solari si sta diffondendo in aree povere, zone di guerra e campi profughi come risposta alla cosidetta “crisi della legna”, cioè la scarsità di legname causata dai costi troppo elevati e dalla difficoltà di reperimento.

benefici della cucina solare sono molteplici.

• Sanitari 

Il forno solare pastorizza l’acqua e la rende potabile, evitando così che i germi in essa contenuti causino diarrea e malattie mortali per i bambini. Sono inoltre utili laddove i fuochi a legna o a carbone nelle piccole abitazioni di fango, prive di una vera e propria ventilazione, causano danni ai polmoni e malattie respiratorie.

• Ambientali 

Il forno solare riduce la domanda di legna da ardere e di carbone, la cui necessità ha contribuito al disboscamento, con conseguente enormi perdite di aree boschive e inaridimento del suolo. La combustione di legna e carbone, inoltre, produce emissioni di gas serra evitate con la cucina solare.

• Sociali 

Il forno solare evita alle donne di percorrere chilometri per raccogliere legna da ardere, permettendo un risparmio di tempo e la possibilità di dedicarsi ad altre attività, con un migliormento generale delle condizioni di vita.

Si stima che a oggi siano state distribuite oltre ventimila cucine in circa ottanta paesi di tutto il mondo. Sono inoltre stati avviati diversi programmi formativi per insegnare localmente le tecniche di costruzione dei forni e diminuire in questo modo la dipendenza del Sud verso il Nord del mondo.

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