Trasporti alternativi: non solo car Sharing!

Autore Bene Insieme

Avere un’automobile è una grande comodità, su questo punto siamo tutti d’accordo; ma comporta anche molte spese tra cui assicurazione, manutenzione, garage e parcheggio; e i continui aumenti sul carburante non invogliano certo a muoversi con questo mezzo più spesso di quanto non sia strettamente necessario. Ultimamente, però, sono nate diverse alternative in fatto di trasporti che possono aiutarci a risparmiare senza rinunciare alla comodità

Car sharing: come funziona?

Si tratta di un servizio che permette di affittare un’autovettura su prenotazione, prelevandola e riportandola in un parcheggio, e pagando in ragione del tempo di utilizzo impiegato.

Il Car Sharing (dall’inglese “condivisione dell’automobile”) è una soluzione ideale per chi necessita di spostamenti brevi e frequenti, ma anche per chi ne ha bisogno “a spot”.

Nella maggior parte dei casi prevede un abbonamento annuale e la possibilità di utilizzare il servizio soltanto quando se ne ha un reale bisogno, prenotando telefonicamente una vettura o recandosi in uno dei parcheggi convenzionati della propria città.

La tariffa è modulata a seconda del modello dell’auto scelta e del tempo di utilizzo della stessa, nella formula giornaliera, settimanale, o per un periodo più lungo e definito, più un costo a chilometro, che include anche il carburante.

È richiesta un’iscrizione al servizio; successivamente, viene consegnata una smart card che si utilizza per il noleggio, la quale apre la vettura accostandola al chip opportunamente integrato al mezzo; dentro l’auto, si trovano le chiavi. Al termine del noleggio, il veicolo va riconsegnato al parcheggio dedicato.

Serve un passaggio? Prova il car pooling

In questa categoria rientrano nuovi servizi come BlaBlaCar o BringMe: si tratta di una sorta di autostop che offre un passaggio a chi ne ha bisogno, magari per raggiungere il posto di lavoro. Il passeggero si accorda con il proprietario della vettura che, preventivamente, si è iscritto al servizio.

Una volta salito in macchina, percorre lo stesso tragitto insieme all’autista.

Questo permette non solo di condividere le spese, ma anche di ridurre le emissioni dei gas di scarico, con grande vantaggio non solo del proprietario e del fruitore del passaggio, ma di tutta la comunità. Inoltre, è un modo interessante e alternativo per conoscere gente sempre nuova.

L’evoluzione del trasporto: uber

Questa alternativa raccoglie la comodità del car pooling con quella del mondo digitale. Sulla base di questo concetto si sviluppa UBER, un servizio totalmente elettronico (si può prenotare soltanto attraverso l’app dedicata) che mette in contatto la persona che necessita del passaggio con chi lo sta offrendo in quel momento in quella specifica zona, fornisce il preventivo calcolando il percorso richiesto e conclude la transazione di pagamento direttamente con l’azienda e non con il conducente.

Non tutti possono diventare autisti Uber: è necessario possedere la patente da almeno tre anni, non avere subìto sospensioni e avere la fedina penale pulita. Questo per garantire ai passeggeri di poter viaggiare in tutta sicurezza, in qualsiasi momento e ovunque si trovi attivo il servizio. Pur somigliando molto al tradizionale taxi, Uber rientra nella stessa categoria del car pooling e del noleggio auto con autista.

Contenuti correlati

Altri contenuti: