Zuppe degli angeli: spunti per corpo e spirito

Autore La nutrizionista Sabrina Severi

Le zuppe e le minestre sono preparazioni squisite che esistono da tempi immemorabili: i nostri avi, infatti, le preparavano in pentole di argilla e la servivano in conchiglie o corni. 
Sono estremamente popolari perché preparare una zuppa significa mescolare e cuocere in acqua quel che abbiamo a disposizione: verdure, cereali, legumi, radici, foglie, carne, pesce… Esse, quindi, rispondono all’esigenza di cucinare qualcosa di buono con ciò che c’è. 
Ogni zona del mondo ha una propria ricetta “di punta”, in base ai cibi disponibili più di frequente: in Italia è sicuramente il minestrone, in Francia la zuppa di cipolle, in Giappone la zuppa di miso, in India quella di lenticchie e in Cina quella di tofu. 
Oggi, che fortunatamente abbiamo a disposizione molti più di ingredienti di una volta, le zuppe sono piatti di tradizione, talvolta anche rivisitate in chiave gourmet.
 

Schematicamente, possiamo suddividerle in 3 tipi:

  • zuppe di verdura: con verdure di stagione ed erbette a piacere;
  • zuppe di verdure e cereali: verdure miste da combinare secondo le stagioni, a cui aggiungere due cucchiai di cereali per commensale;
  • zuppe di verdure e cereali con aggiunta di legumi: per un pasto più sostanzioso.
     

Il valore della zuppa è rimasto immutato nel corso dei secoli: ancora oggi è cibo per le famiglie, conveniente e saporito, che dona forza e riscalda. Assicura un carico di acqua viva, nutre senza eccitare eccessivamente i sensi, e quindi è utile per calmare la mente e lo spirito di grandi e piccini.
 

Una, due, tre zuppe a settimana sono un vero toccasana, rimedio infallibile per ridurre lievemente l’introito calorico e restare più in forma.

Contenuti correlati

Altri contenuti: