Bergamotto, benessere sostenibile

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Autore BeneInsieme

Il bergamotto di Reggio Calabria fra benessere e sostenibilità

Non solo Caciocavallo Silano e Cipolla Rossa di Tropea, limone di Rocca Imperiale e Fichi di Cosenza. Nel grande paniere di prodotti DOP e IGP che il territorio calabrese vanta - in tutto 16 specialità agroalimentari - ce n’è uno che primeggia per salubrità, sostenibilità ambientale e caratteristiche organolettiche: è il Bergamotto di Reggio Calabria, anche noto come “oro verde di Calabria”, fiore all’occhiello nel patrimonio regionale di biodiversità. Tipico del litorale dell’omonimo capoluogo di provincia - si estende dall’abitato di Villa San Giovanni al limite col catanzarese, 120 km di costa in cui si realizza circa il 90% della produzione mondiale (il restante 10% è coltivato in Costa D’Avorio) - il “citrus bergamia” ha una storia antica, risalente al 1750, anno della prima piantagione intensiva di alberi di bergamotto in Italia, mentre la sua provenienza è incerta: c’è chi lo vuole traghettato dalle isole Canarie ad opera di Cristoforo Colombo e chi indica altre zone d’importa- zione della pianta, come la Turchia e la Grecia o la città asiatica di Pergamo e quella catalana Berga.

Un olio essenziale prezioso

Il suo olio essenziale - ottenuto dalla spremitura a freddo delle bucce, e originariamente ricavato dalla pressione manuale su spugna del frutto (poi sostituita da macchinari estrattivi e dall’attuale metodo per abra- sione) - è molto richiesto dall’industria profumiera, per la sua capacità di esaltare le fragranze fissandone il bouquet aromatico. Altrettanto apprezzato è il succo che trova largo impiego nella preparazione di bevande e prodotti dolciari (dal miele alle marmellate) come nel settore nutraceutico, grazie ai benefici per la salute. Attorno alla produzione di questo agrume - un elisir di lunga vita riconosciuto DOP nel 2001 e vigilato da un consorzio anti falsificazioni e adulterazioni dal 2007 - sono sorte, negli anni, svariate attività: si tratta di piccole e medie aziende, perlopiù a gestione familiare, che utilizzano la buccia o il succo di bergamotto (nelle varietà “Fantastico” e “Femminello”) creando occupazione e rallentando il fenomeno della desertificazione. 

Una nuova cooperativa e un nuovo modello di sviluppo 

Alle piccole e medie aziende si rivolge Bergamia, la nuova cooperativa agricola di Brancaleone, in provincia di Reggio Calabria, voluta da giovani intraprendenti e aziende innovative del comparto: “siamo nati nel novembre 2019 su input di Patea, storica ditta calabrese nel campo bergamotticolo, e annoveriamo già una sessantina di soci per un totale di circa 100 ettari distribuiti in 15 comuni della costa ionica regina”, ha dichiarato Monica Scerbo, responsabile della cooperativa. “Ci rivolgiamo ai bergamotticoltori della provincia di Reggio Calabria proponendo un nuovo modello di sviluppo teso a valorizzare le risorse del territorio.

In che modo? Anzitutto applicando il regime di agricoltura biologica, e orientando gli agricoltori verso tecniche di lavorazione che prevedano il minimo consumo d’acqua e la gestione virtuosa del suolo e delle piante, per favorire la riduzione delle emissioni di Co2 e contrastare il “climate change”. E poi, lavorando il prodotto a tutto tondo: non solo il frutto fresco, destinato alla vendita al dettaglio presso la grande distribuzione italiana ed estera, ma anche l’olio essenziale e i succhi derivati, che danno continuità alla manodopera disincentivando l’occupazione stagionale”. Icona di salute e benessere, il bergamotto di Reggio Calabria rappresenta un’opportunità di crescita per gli agricoltori, che da un solo ettaro di bergamotteto possono ricavare, in media, 10.000 euro di reddito annuo, ma anche un‘occasione di promozione del territorio attraverso le sue eccellenze agroalimentari, sviluppando percorsi didattici a tema e progetti paralleli di turismo esperienziale. “Lavoriamo proprio in questa direzione: mettere “a frutto” i frutti del- la nostra terra”. 

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