Parma: capitale del melodramma

Autore Bene Insieme

La spiccata vocazione musicale e teatrale di Parma affonda le sue radici nella storia, con qualche episodio leggendario e costituisce un unicum nella pur ricca tradizione italiana: dal 1628, anno d’inaugurazione del “Gran Teatro”, poi Teatro Farnese, fino alle stagioni di Verdi e di Toscanini e allo straordinario sviluppo del Teatro Regio, la città si è imposta a livello europeo come autentica capitale della musica. Il Teatro Regio, tempio per i melomani, culla artistica e battesimo di molte opere di Giuseppe Verdi, è da sempre un arduo banco di prova per i cantanti lirici, data la grande passione e la consapevolezza del pubblico parmigiano in materia di bel canto. Per sostenere e coordinare le attività delle istituzioni musicali locali, proiettandole su uno scenario internazionale, è stata creata la Fondazione Parma Capitale della Musica. Fondazione che opera per rinnovare e sviluppare il protagonismo del Teatro Regio in campo operistico, implementare l’attività sinfonica della Fondazione Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini in Italia e nel resto del mondo.

Compiti fondamentali della Fondazione sono la conservazione delle ricchezze architettoniche che Parma offre al teatro: dal Farnese al Regio, al nuovo Auditorium Paganini progettato dall’Archistar genovese Renzo Piano. Il rinnovamento della vita musicale della città e la sua proiezione a livello internazionale non possono che partire dalla valorizzazione della sua straordinaria tradizione: ecco perché Parma continuerà ad essere anche in futuro, la Capitale della Musica che è sempre stata. A pochi chilometri ecco Busseto: la località che ha visto nascere e crescere Giuseppe Verdi dove poter visitare la Casanatale, oggi di proprietà comunale. Un biglietto cumulativo è previsto per quanti vogliano visitare anche Casa Barezzi (a quel tempo abitata dal suo mecenate) e il Teatro Giuseppe Verdi di Busseto. Palazzo Cusani infine, ospita dal 2002 la Casa della Musica, con un museo multimediale, una fornitissima mediateca, un ricco archivio storico e l'Istituto Nazionale di Studi Verdiani che mette a disposizione di studiosi e semplici appassionati migliaia di volumi sul teatro musicale dell'Ottocento, oltre a riproduzioni di lettere e spartiti.

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