Seguire la stagionalità

Autore La giornalista Debora Rosciani

Diciamo la verità: capita a tutti, prima o poi, di mettere in tavola una bella parmigiana di melanzane a gennaio. E di consumare, alla fine del pranzo, una bella macedonia di fragole. Ecco il risultato della globalizzazione dei mercati: le distanze si accorciano, le tecniche agricole si modernizzano… e noi mangiamo frutta e verdura che arrivano da tutt’altra parte del pianeta. 
Per carità, niente da dire sui cibi che provengono da terre lontane, terre che magari si sostengono economicamente proprio grazie alle loro produzioni agricole. Riflettiamo però sui chilometri fatti da questi prodotti, sulla loro qualità e sul fatto che il trasporto lo paghiamo noi.

 

Riflettiamo su come si alimentavano i nostri nonni cinquant’anni fa, nel pieno rispetto della stagionalità di frutta e verdura. Riflettiamo sul fatto che viviamo in un paese in cui l’agricoltura vale una bella fetta del prodotto interno lordo ed è, dunque, un settore che offre una ricca schiera di opportunità alimentari. È così importante mangiare ciliegie in dicembre?

 

Tra l’altro, di stagionalità si parla anche per pesce e carne. Non è un caso che il maiale venga “sacrificato” in inverno, affinché i salumi e i prodotti della sua macellazione – tutti grassi e, quindi, calorici – vengano consumati nella stagione più fredda.

 

Che implicazioni ha mangiare un frutto fuori stagioneEconomiche prima di tutto: sappiamo tutti che le primizie costano un po’. Poi bisogna conoscere il paese da cui provengono: qualcuno potrebbe non essere allineato alle norme europee, molto stringenti sulla circolazione dei prodotti alimentari. Non dimentichiamo, poi, che la verdura consumata nella stagione corretta contiene meno acqua e si deteriora più tardi.

 

Ma a spingerci a seguire la stagionalità dei prodotti dovrebbero essere anche ragioni legate alla nostra salute: i nutrizionisti ci ricordano che la natura è saggia, visto che ci offre in ogni stagione ciò che ci serve. E suggeriscono anche di consumare prodotti che derivino da coltivazioni biologiche: si spende un po’ di più ma se ne guadagna in sapore, vitamine, zuccheri di ottima qualità e sali minerali.

 

Stare meglio risparmiando: ottime ragioni per scegliere prodotti di stagione, no?

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