Lo street food siciliano è un panino

Autore Bene Insieme

Sicilia pane pane, croccante e spesso fuori, morbido e arioso dentro. Cafone mica tanto, tradizionale molto, farcito al massimo, ché la bocca deve spalancarsi per dare un morso come si deve a ogni boccone. Il nostro viaggio parte dal pane cunzato di Trapani, passa per le mafalde con le panelle di Palermo e arriva fin giù al panino con la carne di cavallo di Ortigia. Poldi di tutto il mondo unitevi in questo viaggio siciliano alla scoperta del panino siciliano, ché la felicità, tra due fette di pane, c’entra tutta.

Il trapanese e il pane cunzato

Oggi significa concedersi uno sfizio camminando per Scopello o Trapani, ma il pane cunzato ha un’origine meno allegra di questa. Veniva chiamato il pane della disgrazia, perché vi si ricorreva quando non si aveva niente che permettesse di preparare altro. Una fetta di formaggio siciliano, un pomodoro, due filetti di alici per i più fortunati, invece, si trovavano sempre in casa. Spesso, anzi, i pomodori e il formaggio era prodotti casalinghi. Il pane veniva riscaldato, condito e poi farcito.

Dove mangiare l’originale pane cunzato

Sono tre euro a panino e si spendono all’Antico Forno di Scopello. Non servono molte altre indicazioni se non che bisogna anche seguire il profumo del pane scaldato in forno che si sente a metri di distanza, quando si inizia a vedere la fila fuori dal forno e a sentire il vociare della gente che attende con l’acquolina in bocca. Insomma, prima del palato già occhi, naso e orecchie godono.

Pane e panelle

I panellari si appostavano con i loro pentoloni in tutti i punti strategici della città: agli angoli di scuole, uffici e strade affollate. I golosi si mettevano in fila e aspettavano che l’olio fosse pronto. Il panellaro sputava nel pentolone per vedere che l’olio fosse abbastanza caldo e poi buttava rettangolini di farina di ceci a friggere. Una volta pronte, le panelle vengono messe nelle mafalde, piccoli paninetti tondi conditi con semi di sesamo. Tutti amano pane e panelle; persino i grandi maestri della letteratura italiana, da Pirandello a Sciascia, si sono pappati questa specialità per le strade di Palermo.

Dove mangiare pane e panelle a Palermo

Pane e panelle potete assaggiarlo dai fratelli Testagrossa, una rosticceria alla super buona che si trova in Corso Calatafimi, alle spalle del Palazzo dei Normanni; quest’ultimo un posto che, tra l’altro, vale davvero la pena di visitare.

Panino con carne di cavallo

Il pane, tostato come sempre, viene farcito con straccetti di carne di cavallo speziata con finocchietto e cotta con cipolla e vino bianco. La carne è scura, saporita e dolciastra. Si dice che quella di cavallo sia la carne dal sapore più simile a quella umana, ma voi non fatevi impressionare.

Sull’isola di Ortigia, proprio all’imbocco, trovate un chiosco che li serve praticamente a tutte le ore. Ve lo prendete e vi fate una passeggiata fino alla sorgente dove crescono i papiri, per proseguire per l’isola sull’isola più bella che ci sia.

Contenuti correlati

Altri contenuti: