Le varchiglie alla monacale sono piccoli dolci con una base di pasta frolla e un ricco ripieno di mandorle e cioccolato fondente, ricoperti da una ganache lucida al cioccolato.
Una ricetta che riprende la tradizione dolciaria della città di Cosenza legata alle suore Carmelitane Scalze, che nel Medioevo avrebbero inventato un dolce simile. Oggi vengono spesso preparate per le feste e per il Natale.
Qual è la storia della varchiglia
Si ritiene che le origini di questo dolce risalgano al 1300, legate alle Carmelitane Scalze, un ordine monastico che aveva un convento a Cosenza. Le suore avrebbero creato questo dolce come prodotto da vendere o per il sostentamento del convento utilizzando mandorle, zucchero e cioccolato, ingredienti relativamente preziosi per l’epoca. Il nome “varchiglia” deriva dal dialetto cosentino e indica una piccola barca.
Come si prepara la varchiglia alla monacale
La base della ricetta è una pasta frolla preparata con burro, zucchero, uova e farina, che viene stesa sottile e tagliata per formare dei gusci ovali.
Il ripieno è invece un composto di farina di mandorle, mandorle tritate, cioccolato fondente fuso, albumi montati e zucchero, aromatizzato con cannella e un pizzico di sale.
Una volta assemblate e cotte in forno, le varchiglie vanno lucidate con una ganache al cioccolato ottenuta sciogliendo il cioccolato nella panna calda, con un tocco di miele per renderla più brillante.
Come si conservano le varchiglie
Questi dolcetti si possono conservare fino a 5 giorni in frigorifero ed è consigliabile lasciarli a temperatura ambiente per qualche minuto prima di servirli.