Celiachia: sintomi, diagnosi e rimedi

Autore Alessia Aldini - Farmacista

La celiachia è una malattia cronica infiammatoria nella quale si assiste ad un’alterata risposta al glutine in soggetti geneticamente predisposti. Le stime riportano che l’1% della popolazione in Europa soffre di celiachia ed è previsto che questa percentuale cresca, grazie ai progressi fatti nelle diagnosi mediche.

La patologia si manifesta in seguito a ingestione di glutine da parte dell’individuo e suo contatto con la mucosa dei villi intestinali. Quest’ultima ne viene fortemente danneggiata.

I SINTOMI DELLA CELIACHIA

Il quadro clinico della celiachia è variabile, con manifestazioni diverse fra bambino e adulto. In generale si può assistere a:

·        perdita di peso;

·        dolore e distensione addominale;

·        diarrea;

·        malassorbimento e conseguenti carenze di: ferro, volati, vitamina B12;

·        osteoporosi;

·        dermatiti.

Può capitare che compaia in associazione ad altre malattie autoimmuni.

Il glutine è un complesso proteico presente in alcuni cereali a concentrazioni variabili: primo il frumento, ma è contenuta anche in orzo, farro, segale, Kamut.  Il contenuto di glutine dell’avena è tutt’ora oggetto di studio e dibattito.

LE CAUSE DELLA CELIACHIA

Una delle principali varianti genetiche che causa la celiachia è stata individuata in un sistema del nostro corpo deputato al riconoscimento degli agenti estranei, chiamato HLA (human leukocyte antigen).  La presenza di un determinato tratto genetico all’interno di questo sistema ci indica che il soggetto ha un’elevata probabilità di sviluppare la malattia, ma non vi è la certezza assoluta.

Quando ingeriamo degli alimenti contenenti glutine, questo viene scisso nello stomaco in subunità più piccole: le gliadine. Le gliadine proseguono il loro percorso verso l’intestino ed è qui che il sistema HLA le riconosce come qualcosa di pericoloso. In risposta a questo pericolo percepito viene scatenata una risposta immunitaria diretta verso i villi intestinali. I villi vengono aggrediti, le loro dimensioni calano e assumono un aspetto atrofico, danneggiato. La mucosa intestinale si presenta piatta e destrutturata, con il risultato di non essere più funzionale all’assorbimento dei nutrienti.

COME SI DIAGNOSTICA LA CELIACHIA

La diagnosi della celiachia avviene tramite due tipi di esami principali: la analisi di anticorpi specifici nel sangue e la biopsia della mucosa duodenale.

Attraverso un prelievo del sangue possono essere ricercati tre diversi tipi di anticorpi:

·     anticorpi anti gliadina (AGA), diretti verso una delle parti del glutine del frumento

·     anticorpi anti endomisio (EMA), sono quelli rivolti contro le proteine dell'intestino, esposte dal danno arrecato ai villi

·     anticorpi anti transglutaminasi (tTG) anche essi diretti verso una proteina che interagisce con la gliadina a livello della mucosa intestinale

La diagnosi viene completata con una biopsia intestinale. Si preleva un frammento di tessuto da analizzare al microscopio tramite un esame istologico. In questo modo si valuta lo stato di salute effettivo dei villi intestinali. 

LA CURA: UNA DIETA SENZA GLUTINE

L'unica cura per il celiaco è quella di condurre una dieta senza glutine per tutta la vita.  Il medico curante può decidere dopo un determinato periodo di ripetere la biopsia per valutare il beneficio ottenuto con essa.

Una volta ricevuta la conferma della diagnosi i pazienti celiaci hanno diritto all’erogazione di prodotti alimentari privi di glutine, fino a un tetto di spesa prestabilito. 

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