Intolleranza al lattosio: sintomi e manifestazioni

Autore Alessia Aldini - Farmacista

L’intolleranza al lattosio è la capacità totale o parziale di produrre l’enzima lattasi.

Alla nascita possediamo tutti la lattasi, anzi, questa inizia a formarsi quando siamo ancora nella pancia della mamma, alla 23esima settimana di gestazione. La sua attività è sempre in crescita fino alla nascita: il momento di massima necessità è dovuto all’allattamento materno. Successivamente, più o meno in prossimità dello svezzamento, la sua presenza all’interno dei nostri corredi enzimatici va progressivamente calando. L’entità e la velocità di questo calo è geneticamente determinata e varia quindi da individuo a individuo.

Il lattosio, una volta ingerito, viene normalmente metabolizzato dall’enzima lattasi, presente a livello delle cellule della mucosa intestinale. La sua azione lo scinde in due zuccheri semplici più facilmente assimilabili: glucosio e galattosio. Questi verranno utilizzati come substrato per altre reazioni: il primo per la produzione di energia, il secondo come componente nella sintesi di strutture nervose.

Se questa scissione non avviene accade che il lattosio non digerito rimanga all’interno dell’intestino, trattenendo con sè acqua e fermentando insieme alla flora batterica intestinale.

I SINTOMI DELL’INTOLLERANZA AL LATTOSIO

La fermentazione del lattosio non digerito all’interno del lume intestinale è all’origine dei sintomi dell’intolleranza al lattosio. Si tratta di sintomi spiacevoli, che possono influenzare la qualità della nostra vita e le nostre azioni quotidiane.

Si presentano solo in seguito ad ingestione di lattosio, mentre il quadro sintomatologico varia da individuo a individuo a seconda dell’entità del deficit di lattasi.

Si potranno presentare in misura variabile:

 

·        gonfiore

·        crampi e dolori addominali

·        meteorismo

·        flatulenza

·        diarrea

·        cefalea

·        stanchezza 

FORME DI INTOLLERANZA

L’intolleranza al lattosio si manifesta principalmente in due forme:

·        primaria: è quella genetica, legata al deficit della lattasi e si può manifestare dall’infanzia fino all’età adulta. È da citare anche una forma congenita nella quale l’enzima lattasi è assente fin dalla nascita e tale rimarrà per tutta la vita dell’individuo;

 

·        secondaria: detta anche acquisita, in quanto deriva da un precedente stato infiammatorio dell’intestino (celiachia, morbo di chron, sindrome del colon irritabile). Il lattosio non viene metabolizzato dall’enzima perché vi è un danno di tipo funzionale. Questa condizione può essere reversibile se la causa primaria dell’infiammazione viene curata e si torna ad uno stato di normalità.

INTOLLERANZA, ALLERGIA E GALATTOSEMIA

L’intolleranza alimentare è diversa dall’allergia alimentare:

·        l’allergia ha un’origine immunologica: vi è una reazione su base immunitaria, mediata da anticorpi IgE, che si scatena entro un tempo relativamente breve in seguito all’ingestione di un determinato alimento;

·        l’intolleranza alimentare prevede una reazione gastrointestinale con diversi sintomi, ma la cui causa non risiede nel nostro sistema immunitario.

L’intolleranza al lattosio va distinta dall’allergia alle proteine del latte (APLV). Questa si manifesta soprattutto nei bambini al di sotto dei 3 anni ed è causata da una iperattività su base immunologica nei confronti di proteine presenti nel latte vaccino, presenti anche in quello formulato. L’allergia ha un esordio molto rapido, con sintomi più intensi che coinvolgono l’apparato gastrointestinale, respiratorio e cute, con comparsa di eritemi pruriginosi. Si manifesta anche in presenza di una piccola quantità di proteine del latte.

La galattosemia invece è una patologia nella quale è assente l’enzima che scinde il galattosio. Si manifesta nei neonati ed è molto importante che venga diagnosticata precocemente per evitare il rischio che il galattosio non metabolizzato crei dei danni neurologici nel bambino. 

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