Carenza di calcio e intolleranza al lattosio

Autore Alessia Aldini - Farmacista

In seguito a una diagnosi di intolleranza al lattosio quello che può preoccupare è il rischio di subire una carenza di calcio. Conoscere questo minerale e le sue fonti, ci farà capire che si tratta di un'eventualità che non ci deve spaventare.

Il calcio è un sale minerale, fra i più presenti nel corpo umano. Il 99% del calcio presente nel nostro organismo è localizzato in ossa e denti, il rimanente è all’interno dei liquidi cellulari, dove partecipa a processi come: la trasmissione degli impulsi nervosi, la contrazione muscolare, la regolazione della pressione arteriosa o la coagulazione del sangue.

Il fabbisogno di Calcio giornaliero è calcolato per: 800-1000 mg per l’uomo e 1200-1500 mg per la donna (Tabelle LARN). Il suo metabolismo è regolato da 3 sostanze principali:

·        calcitonina (ipocalcemizzante);

·        paratormone (ipercalcemizzante);

·        Vitamina D, che ne favorisce l’assorbimento intestinale. 

CONSEGUENZE DELLA CARENZA DI CALCIO

Quando il calcio è assunto in eccesso viene generalmente smaltito dai meccanismi di eliminazione fisiologici, salvo squilibri patologici. Quello che preoccupa è invece uno stato di carenza, in quanto è un grande fattore di rischio per l’insorgenza dell’osteoporosi.

L’osteoporosi ha sul suolo italiano una incidenza del 23% nelle donne oltre i 40 anni e il 14% negli uomini con più di 60 anni (fonte: ministero della salute). La patologia ha una prevalenza femminile perché a partire della menopausa viene a mancare l’azione protettiva sull’apparato scheletrico, che prima era data dagli estrogeni e meno calcio va a fissarsi nelle ossa.

La vitamina D viene comunemente prodotta dalla pelle in seguito all’esposizione solare, o assunta in piccola parte tramite gli alimenti come uova, burro, olio di fegato di merluzzo, pesci grassi. La sua funzione più nota è quella di regolare l’assorbimento del calcio e con esso la mineralizzazione ossea.

I più recenti studi di immunologia hanno messo in evidenza un suo ruolo chiave nel controllo della risposta immunitaria, tramite l’attivazione dei linfociti, in particolare quelli di tipo “T”. I linfociti T sono cellule del nostro sistema immunitario specializzate nel riconoscere gli agenti nocivi esterni e promuoverne l’eliminazione.

CONSIGLI PER PREVENIRE L’OSTEOPOROSI

·        MANTENERSI ATTIVI: evitare la sedentarietà e praticare attività fisica, anche leggera. L’attività fatta in presenza di gravità, come la camminata veloce o l’aerobica, è fra le più indicate per favorire l’aumento della densità ossea. Non sono comunque da escludere le attività in acqua ad esempio, in quanto la cosa più importante è l'impegno muscolare.

·        SEGUIRE UNO STILE DI VITA EQUILIBRATO: adottare una dieta varia, con ridotto apporto di sale che, oltre ad essere dannoso per l’apparato cardiovascolare, facilita l’eliminazione di calcio, non fumare e cercare di mantenere basso il proprio peso corporeo.

·        ASSUMERE ADEGUATE QUANTITA’ DI CALCIO E VITAMINA D: è stata appurata l’importanza di assumere una buona quantità di calcio tramite l’alimentazione.

DOVE FARE SCORTA DI CALCIO?

Gli alimenti più ricchi di calcio sono i latticini specialmente i formaggi stagionati che ne contengono ben 900-1100 mg per 100 g di prodotto. Poi abbiamo in ordine decrescente i formaggi freschi (400-600 mg/100g), il latte (80-120 mg/100g) e infine lo yogurt, con quantità di calcio simile al latte.

Se soffriamo di intolleranza al lattosio è bene sapere che i prodotti delattosati mantengono le caratteristiche nutrizionali inalterate e possono essere anche essi una fonte di calcio.

Altre fonti di calcio che non sono latticini e che vale la pena citare sono:

·        pesce azzurro (350 mg/100 g);

·        mandorle, noci e nocciole (250-300 mg/100g);

·        verdure a foglia verde (100-200 mg/100g);

·        gamberi (110mg/100g).

Fonte: INRAN - Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione

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