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Alimentazione
Dieta Dukan, sì o no?
Chi vuole perdere peso ha davanti a sé un mare sterminato di regimi dietetici diversi, con approcci completamente differenti e spesso anche risultati di dubbia durata.
C’è chi insegue le mode del momento, oscillando tra digiuno intermittente o la dieta seguita dalle star. Una di quelle più di moda negli ultimi anni è la dieta Dukan: vediamo insieme di cosa si tratta.
Le quattro fasi della dieta Dukan
La dieta Dukan è un regime iperproteico ideato 40 anni fa dal nutrizionista francese Pierre Dukan.
Si tratta di un metodo per dimagrire suddiviso in quattro fasi, due dedicate alla perdita di peso e altre due al suo mantenimento nel tempo:
Fase di attacco: nei primi sette giorni si possono mangiare 72 alimenti molto proteici, con l’obiettivo di una perdita di peso rapida
Fase di crociera: si introducono 28 verdure alternando giornate di proteine pure ad altre a base di proteine e verdure, in modo da raggiungere progressivamente il peso ideale
Fase di consolidamento: serve a evitare il cosiddetto “effetto yoyo” reintroducendo progressivamente alimenti più energetici come pane, frutta e formaggio
Fase di stabilizzazione: libertà alimentare con tre regole da seguire sempre, ovvero tre cucchiai al giorno di crusca d’avena, 20 minuti al giorno di camminata e un giorno a settimana di proteine pure
Il successo di questa dieta deriva anche dall’assenza di quantità: finché si pesca nel gruppo di alimenti concessi, non ci sono pesi da calcolare. Quali sono gli alimenti concessi? Carne magra, pesce, crostacei, uova, latticini magri, volatili, prosciutto senza grasso, proteine vegetali come seitan e tofu. Nella fase di crociera si possono aggiungere anche le verdure.
Dieta Dukan: controindicazioni
La dieta Dukan funziona? Ci sono pareri molto discordanti a riguardo, soprattutto perché si tratta di un regime molto proteico, con una grande quantità di prodotti di origine animale, pochi grassi buoni e fibre e niente carboidrati. Insomma non è esattamente quel che raccomanda la Dieta Mediterranea.
Il consiglio migliore che possiamo dare a chi vuole perdere peso è sempre uno: recarsi da un bravo medico nutrizionista e con cui costruire un percorso personalizzato in base alle proprie esigenze e non alle mode del momento, perché con la salute non si scherza.
Salute e Benessere
Menopausa precoce: come riconoscerla e trattarla
La menopausa è una fase della vita della donna che coincide con il termine dell’età fertile, cioè la capacità delle ovaie di produrre e rilasciare ovuli. Solitamente la scomparsa permanente del ciclo mestruale avviene generalmente tra i 45 e 55 anni di età ma ci sono alcuni casi in cui si verifica entro i 40 anni: si tratta solo dell’1% delle donne, le quali entrano in menopausa precoce.
Le cause possono essere diverse: anomalie genetiche, malattie autoimmuni come la tiroidite o la vitiligine, disturbi metabolici, per esempio il diabete, infezioni virali o endocrinologiche. L’assenza di ciclo mestruale può essere indotta anche da interventi chirurgici che implicano l’asportazione di utero e ovaie, oppure come conseguenza di chemio e radioterapia.
I sintomi della menopausa precoce
Quando si entra in menopausa può capitare che il ciclo mestruale per un certo periodo di tempo sia “ballerino”: come capire allora se si è davvero entrati in menopausa precoce?
L’assenza di sanguinamento per almeno 12 mesi consecutivi è di per sé un segnale importantissimo, che dovrebbe per lo meno spingere ad approfondire il motivo per cui il ciclo non arriva più. Poi ci sono i segnali “classici” della menopausa: le vampate di calore, sudorazione intensa, umore variabile, insonnia, irritabilità.
Nel caso si sospetti di essere entrate in menopausa precoce, il consiglio migliore è parlarne con il proprio ginecologo e valutare insieme a lui se è il caso di indagare più a fondo. Ci sono infatti anche alcuni esami che possono attestare la menopausa precoce e valutare il dosaggio degli ormoni prodotti dall’ovaio: in alcuni casi, il medico potrebbe anche consigliare una biopsia del tessuto ovarico per effettuare valutazioni più approfondite.
Una volta assodato di essere in menopausa precoce, è importante seguire una corretta alimentazione: spesso, infatti, molte donne registrano un aumento del peso corporeo dovuta al calo degli estrogeni, che da un lato riduce la densità ossea aumentando l’osteoporosi e dall’altro può aumentare i rischi cardiovascolari.
Come trattare la menopausa precoce
La menopausa precoce solitamente viene trattata con la terapia ormonale sostitutiva: si assumono farmaci a base di ormoni estro-progestinici, cioè quelli che le ovaie non producono più. In questo modo viene ristabilito una sorta di equilibrio ormonale, che dovrebbe smorzare i sintomi della menopausa.
In alterativa, su valutazione del medico insieme alla paziente, si può optare per l’assunzione di contraccettivi orali, come la pillola anticoncezionale che contiene estrogeni e un progestinico. In entrambi i casi, quindi con la terapia ormonale sostitutiva oppure con i contraccettivi orali, si prosegue generalmente fino ai 51 anni di età, ovvero l’età media della menopausa: si deciderà poi se proseguire o meno in base ai sintomi.