5 borghi da scoprire in Puglia, oltre il solito mare

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Autore BeneInsieme

Il mare in Puglia rimette al mondo, e su questo non ci sono dubbi. Ma tra le sue accuse cristalline e le spiagge bellissime, la Puglia è costellata di borghi e cittadine che valgono la pena una visita tra i loro vicoli medievali, cattedrali, castelli e la gastronomia tipica. La Puglia è tutta da scoprire. Vi raccontiamo 5 borghi da visitare per una vacanza diversa dal solito, tra arte, tavola e cultura.

Monte Sant’Angelo e la Grotta sacra

Siamo sul Gargano, uno scenografico balcone affacciato sulla costa e non solo, Monte Sant’Angelo in provincia di Foggia gode di una posizione unica: da un lato infatti si trova il suggestivo Golfo di Manfredonia, dall’altro il Tavoliere. Già solo questo panorama basta per prendere in considerazione una visita. Ma Monte Sant’Angelo è molto più di una bella vista. Qui si trova infatti la Sacra Grotta in cui si racconta apparve l’Arcangelo Michele, un luogo mistico che ogni anno è meta di pellegrinaggi da ogni parte del mondo.All’interno della grotta si trovano diversi altari tra i quali c’è l’altare maggiore, dietro al quale si dice sia custodita la roccia su cui è impressa l’orma di San Michele. I ritrovamenti testimoniano che questo era un luogo sacro già in epoca precristiana, probabilmente una necropoli si trovava nel fondo della Grotta.  Intorno alla Grotta di San Michele è stato costruito un Santuario, una preziosa testimonianza dell’arte longobarda. Il Santuario è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Faeto, un tocco di Provenza

Sul confine tra Puglia e Campania c’è il borgo di Faeto, un paese molto stravagante, pensate che qui si parla il dialetto provenzale. Per capire il motivo di questa contaminazione linguistica dobbiamo fare un viaggio nel tempo fino al Duecento. Quella era un’epoca di saraceni e di battaglie. In particolare durante l’assedio di Lucera, un gruppo di soldati mandati da Carlo d’Angiò si fermarono nelle vicinanze di Faeto. Questo passaggio ha lasciato evidentemente un segno indelebile nella vita delle persone del luogo.Ancora oggi la presenza di questo elemento naturale rappresenta la forza del paese. Lingua provenzale a parte, a Fatto ci sono molte cose da vedere a partire dal centro storico e dalla porta del paese. I dintorni poi sono una vera oasi di pace in mezzo alla natura, non dimentichiamo che il nome provenzale del borgo è Faíte e deriva da “faggeto”, bosco di faggi. Ancora oggi la presenza di questo elemento naturale, insieme alle sorgenti e ai mulini a vento, rappresenta la forza del paese.

Cisternino, i templari e le macellerie con fornello

È impossibile non innamorarsi a prima vista di Cisternino (Br). Il colpo di fulmine vi aspetta non appena varcate la Porta Grande e vi seguirà durante la passeggiata sulle “chianche”, pietre che sono state rese lucide proprio dal continuo passaggio. Il paese di Cisternino ha un’impronta medievale che si è conservata praticamente intatta: palazzi, monumenti, chiese, tutto racconta di un’epoca passata. Continuate a passeggiare e arrivate davanti alla Chiesa Madre di San Nicola, entrate a dare un’occhiata alle opere rinascimentali di Stefano da Putignano. Questa chiesa però cela anche un piccola sorpresa, sotto l’attuale costruzione si trovano infatti anche i resti di una piccola chiesetta costruita dai monaci venuti dall’Oriente, e pare ci siano anche molte tracce dei Cavalieri Templari che erano particolarmente legati alla storia di questa città. Cisternino è famosa anche per la sua tradizione gastronomica: qui la carne è molto più di un prodotto, fa parte del retaggio delle famiglie del posto. Le macellerie non servono solo per acquistare, ma hanno un fornello adiacente per la preparazione dei piatti tradizionale da gustare in relax tra i tavolini sistemati all’aperto.

Oria, alle origini della popolazione messapica

L’origine di questo antichissimo borgo si perde nella notte dei tempi. Siamo sempre nella provincia di Brindisi, dove il borgo di ora conserva un centro storico unico ancorato alle sue origini medievali, conservate tra le sue stradine tortuose. La prima cosa che si incontra avventurandosi alla scoperta di Oria è Piazza Lorch, un nome particolare che viene dal gemellaggio con l’omonima città tedesca del 1972. Tra il giardino con le panchine e il monumento ai caduti si trova la chiesa di San Domenico e il suo convento. Nel 2015 questa piazza è stata oggetto di un ritrovamento unico, quello dei resti di un’antichissima necropoli.

Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce quindici tombe interamente scavate nella roccia e rivestite di intonaco riunite attorno ad un pozzo. A destra della piazza, scendendo al livello della strada è possibile vedere gli scavi. All’interno di Palazzo Martini si trova anche un museo archeologico, con un’esposizione che ci porta alla scoperta dell’antica popolazione messapica, i suoi riti e le sue usanze. Tra il VII e il X secolo a Oria si sviluppò anche una fiorente comunità ebraica, come testimoniano il Rione Giudeo e la Porta degli Ebrei.

Massafra, gravine e corti ipogee

L’essenziale è invisibile agli occhi, una citazione che si addice molto al borgo di Massafra in provincia di Taranto, la cui caratteristica più peculiare è anche quella più nascosta. Le abitazioni di Massafra infatti si affacciano su corti ipogee, costruite secondo un modello abitativo di origine nordafricana. Massafra sorge in cima ad uno sperone roccioso diviso tra due gravine: la gravina della Madonna della Scala e la gravina di San Marco. Su queste gravine sono stati costruiti tre ponti che collegano la città vecchia con la parte più moderna. Nella parte antica sono trovate tracce legate al neolitico, ma i reperti più numerosi sono quelli relativi all’epoca bizantina, come le numerose chiese rupestri. Tenete conto che se ne sono conservate ben 30. Le chiese nacquero grazie ai monaci provenienti dall’Asia che cercarono riparo da queste parti. Tra le vie del centro storico si incontra la Chiesa dei Santi Medici, da cui si gode anche di una vista favolosa. La chiesa risale al 1720 sul luogo in cui c’era una grotta chiamata grotta della salute, per l’acqua miracolosa che sgorgava. La città di Massafra è così suggestiva che venne scelta come location per il film “Il Vangelo Secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini.

 

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