Salerno e la piana del Sele

itinerario-campania

Autore BeneInsieme

Città dalla storia millenaria, Salerno è la sede della più antica università di medicina d’Europa. Testimonianza imperdibile ne è il Giardino della Minerva, nel cuore della città. Polmone verde in cui sorgeva il più antico orto botanico al mondo, era il giardino utilizzato dagli studenti della Scuola Medica Salernitana (attiva dall’XI secolo). Ora è perfetto per una passeggiata alla scoperta delle specie di piante ed erbe medicinali più affascinanti e nel suo punto più alto offre una splendida vista sul centro storico. Ci si giunge dalla Villa Comunale, vero e proprio luogo d’incontro e parco cittadino. Costruita intorno al 1870 dai Borboni, la Villa è il posto giusto per cercare relax tra i viali ombreggiati e le statue dei personaggi illustri della storia locale.

Merita attenzione anche il mix di stili che caratterizza il Duomo di Salerno: la Cattedrale di Santa Maria degli Angeli, San Matteo e San Gregorio VII. La facciata barocca, il campanile e, soprattutto, l’interno decorato della cripta sono davvero suggestivi. Altre testimonianze storico-architettoniche da non perdere sono l’acquedotto medievale e il Castello di Arechi.

La terra fertile della Piana del Sele

Allontanandosi dalla città, ci si immerge nella Piana del Sele, meta di interesse naturalistico. All’interno del territorio, che si estende lungo il corso del fiume Sele e ha in Battipaglia il suo centro più importante, si trovano diverse oasi protette. L’Oasi naturale del Monte Polveracchio, il Parco regionale Monti Picentini, l'Oasi di Persano e la Riserva naturale dei Monti Eremita e Marzano sono destinazioni perfette per chi aspira a un tour rilassante nella natura. Quest’area, un tempo paludosa e bonificata dagli inizi dell’Ottocento, è anche una delle più fertili della regione.

Sono tanti i prodotti che dalla Piana del Sele arrivano sulle nostre tavole, a cominciare dai più celebri come i pomodori, tra cui lo squisito datterino giallo, e la mozzarella di bufala. Gli uliveti secolari che punteggiano il territorio regalano un olio corposo e deciso, sia al palato che all’olfatto: un olio extra vergine di oliva che rientra nella DOP Colline Salernitane. Frutta, come le fragoline dell’Alto Sele, mais e legumi, tra cui il fagiolo occhio nero, sono le altre specialità che nascono tra i 500 km² di una piana che offre anche tipicità forse inaspettate per molti, come il tartufo nero di Colliano.

Cilento, la culla della Dieta Mediterranea

Proseguendo verso sud, si giunge in Cilento. La terra della Dieta Mediterranea, codificata nel Novecento dallo studioso Ancel Keys. Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è punteggiato da piccoli tesori artistici ed enogastronomici, ambiti da chi sa godere dei veri piaceri di una vacanza. Qui si fa sosta ai siti archeologici di Velia e Paestum, patrimonio dell’Umanità UNESCO, così come al suggestivo complesso della Certosa di Padula. Elegante e imponente, è la più grande d’Italia, oltre che la prima a essere stata costruita in Campania. Tappa golosa al vicino borgo di Gioi, rinomato per la sua soppressata. Questo salume di antichissima produzione ben si accompagna con

le altre eccellenze cilentane: formaggi come il cacioricotta e le olive del Parco Nazionale del Cilento, note per la loro carnosità. E soprattutto perché perfette per dare vita a un olio gustoso e a una ricetta tradizionale unica: le olive ammaccate.

Contenuti correlati

Altri contenuti: