Tipi di birra: quanti ne esistono e come si abbinano in cucina

Tipi di birra: quanti ne esistono e come si abbinano in cucina

Autore BeneInsieme

Quanti tipi di birra esistono? Moltissimi e le classificazioni variano a seconda del luogo di produzione o dei parametri che si prendono in considerazione.

Una birra bionda, ad esempio, può essere raggruppata insieme a quelle che hanno il suo stesso colore e sono fatte, quindi, con cereali che hanno subìto lo stesso tipo di maltazione.

Nonostante ciò, una birra rossa e una bionda possono far parte della stessa categoria se facciamo, invece, dipendere la segmentazione dal metodo di fermentazione di quegli stessi cereali.

Classificazione per colore

Alcuni mastri birrai - solitamente i più tradizionalisti - sostengono che la classificazione delle birre per colore non abbia molto senso di esistere. Noi la proponiamo lo stesso perché, sebbene non si possa sempre indovinare il sapore di una birra dal suo colore, si può la maggior parte delle volte! Si tratta, insomma, di un trucco di cui tutti - anche i più inesperti in materia - possono avvalersi per orientarsi nella scelta della birra preferita pur non conoscendo nei particolari le tecniche con cui è stata prodotta. Perciò, la maggior parte delle birre bionde sono fresche e leggere, non troppo acide o troppo amare; la maggior parte delle birre rosse tendono invece a delle note più amare; la maggior parte delle birre bianche, come la birra weiss, sono dolciastre e la maggior parte delle birre scure hanno un interessante retrogusto al caffè.

Il colore della birra, comunque, deriva dal malto (uno dei tre ingredienti con cui si fa la birra oltre ad acqua e luppolo) e, in particolare, dal tipo di tostatura che ha subìto. I malti tostati a temperature che arrivano fino agli 80° C producono birre chiare; quelli che vengono tostati dai 100° ai 110° C fanno birre rosse; e quelli che vengono tostati fino a 150° C diventano birre scure. Ci sono malti che reggono tostature che arrivano fino ai 230° C, quelli danno luogo a birre scurissime, color cioccolato, come ad esempio le birre stout.

Classificazione per fermentazione

Dopo aver selezionato l’orzo e averlo fatto germogliare trasformandolo in malto e dopo aver macinato il malto e avendolo mescolato con acqua calda trasformandolo in mosto, il mastro birraio mette il mosto a fermentare.

Il mosto può fermentare spontaneamente senza l’aggiunta di lievito, ma questo è possibile solo in alcune zone del mondo dove l’aria trasporta naturalmente dei lieviti che innescano la trasformazione in modo spontaneo. Altrimenti, il mastro birraio aggiunge uno tra due tipi di lieviti disponibili per la produzione della birra e innesca una alta o una bassa fermentazione.

Il tipo di fermentazione subìto dal mosto è la principale classificazione che divide le birre in categorie dette: Lambic se a fermentazione spontanea, Ale se ad alta fermentazione e Lager se a bassa fermentazione. Generalmente, le birre ad alta fermentazione hanno un gusto intenso e molto aromatico; mentre le birre a bassa fermentazione sono più delicate e leggere.

Ognuna di queste tre categorie ha poi a sua volta tantissime declinazioni, che possono derivare anche dal luogo di produzione. Esistono, ad esempio, le Ale inglesi, le Ale tedesche e le Ale belghe. Tra le Ale inglesi più conosciute si trovano le famose birre IPA, ovvero Indian Pale Ale. La birra IPA è perciò una birra ad alta fermentazione che fa parte della famiglia delle Ale e si distingue per il suo gusto amaro, la schiuma compatta, la ridotta effervescenza e il colore giallo ambrato.

Le birre Lager, invece si dividono in diversi altri stili che si chiamano: Bock, Export, Dunkel, Helles, Kellerbier, Märzen/Oktoberfestbier, Pilsener, Schwarzbier, Rauchbier e Vienna lager.

Le birre Lambic, infine, si dividono in framboise, kriek e geuze.

Birra doppio malto: che significa?

Doppio malto è un tipo di classificazione tutta italiana che indica il grado alcolico e zuccherino della birra. Per essere precisi, una birra è doppio malto quando raggiunge una gradazione alcolica maggiore del 3,5% e quando il contenuto zuccherino del mosto prima che cominci la fermentazione è maggiore di 14,5.

A livello gustativo, la birra doppio malto è più consistente, ha un gusto deciso, ma comunque simile a quello di una birra bionda.

Le birre artigianali

Tra le caratteristiche di una birra artigianale c’è quella di essere una birra non filtrata.

Il filtraggio, infatti, è una pratica industriale introdotta semplicemente per rendere le birre più chiare e limpide. Ovviamente, questa pratica non influisce solo sulla trasparenza del liquido, ma anche sul gusto. Le birre non filtrate, infatti, rispetto a quelle filtrate, danno sempre l’idea di essere più consistenti e saporite. In ogni caso, se tutte le birre artigianali sono birre non filtrate, non è detto che tutte le birre non filtrate siano artigianali. La pratica si sta diffondendo anche tra le birre industriali.

Anche la birra cruda è generalmente una birra artigianale, perché è una birra che non viene sottoposta a pastorizzazione, né ha subìto l’aggiunta di conservanti.

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