Isernia, le origini, il centro storico

Autore Bene Insieme

Isernia è una ridente cittadina di poco più di 20 mila abitanti, capoluogo di provincia della regione Molise. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi, come testimoniano alcuni reperti ritrovati e risalenti a insediamenti paleolitici documentati in Europa. Proprio dalla visita al museo paleolitico potete cominciare a prendere contatto con Isernia: basta dirigersi verso la località denominata “la pineta”.

Il museo è di nuova costruzione, composto da vari capannoni collegati da passerelle esterne, ma coperte. Al suo interno i reperti paleolitici trovati nelle vicinanze e appartenuti a ominidi vissuti 750.000 anni fa e denominati “Homo Aeserniensis”. L’area di Isernia costituisce il primo accampamento della storia dell’uomo in Europa. Secondo gli studiosi, questi nostri antenati, vivevano lungo gli argini del fiume, si occupavano di caccia e di raccolta di frutti selvatici e con gli scarti degli animali cacciati, bonificavano il terreno su cui si stabilivano. Molto interessanti e affascinanti si sono rivelate le ricostruzioni degli antichi insediamenti paleolitici quali una capanna e una grotta, nonché una ricostruzione di un elefante preistorico.

Finita la visita al museo, dirigetevi verso il centro storico per visitare la città: prendete come riferimento Piazza Andrea d’Isernia. È nelle sue vicinanze che si concentrano tutte le bellezze della città: come ad esempio il Palazzo del Municipio, conosciuto anche come Palazzo San Francesco perché posto a fianco dell’omonima chiesa, con la sua facciata divisa in due ordini. Per arrivare alla superstar di Isernia che è la duecentesca Fontana Fraterna, eretta in onore di Papa Celestino V: si tratta di un’elegante fonte pubblica con sei getti d’acqua dalle inusuali forme di loggiato, realizzata recuperando frammenti di iscrizioni e bassorilievi romani di pietra calcarea bianca. Sul fondo della fontana in un secondo piano rispetto al loggiato, si distinguono due blocchi di età romana con dei festoni e un’epigrafe di tipo funerario che inizia con una dedicazione agli Dèi Mani. Sul lato destro della fontana è presente una terza epigrafe, di età alto medioevale, collocata tra due teste leonine, che si riferisce alla costruzione di una fontana. La Fontana Fraterna è uno di quei monumenti sul quale sono scritti secoli di storia del territorio. Non a caso è considerata dall’Enciclopedia Treccani, una delle più belle fontane italiane e una delle opere più significative della regione.

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