Isernia: le radici romane, la cattedrale, l’acquedotto e il tempio

Autore Bene Insieme

La città molisana venne conquistata dai Romani nel 263 a.C. e visse un periodo di splendore fino all’arrivo dei Barbari a cui seguirono i Longobardi e i Saraceni. Potete ammirare tracce del suo passato storico, semplicemente passeggiando o esplorandone i dintorni.

La Cattedrale di San Pietro Apostolo sorge sui ruderi di un antico tempio pagano del III secolo a.C., dedicato a Giove, Giunone e Minerva, di cui resta il pulpito con lastre di pietra lavorata. Nei secoli ha subito molti restauri, aggiunte e innovamenti che ne hanno caratterizzato lo stile. La facciata è neoclassica, l’interno è suddiviso in tre navate con quattro campate ciascuna e da pilastri decorati da elementi corinzi e bellissimi marmi policromi. La cupola mantiene ancora la sua originaria decorazione ad affresco di ispirazione barocca e ha come protagonista il Dogma dell’Assunzione. Da non perdere il pavimento, davvero particolare e molto scenografico: pensate che alcune zone sono in vetro e permettono di vedere gli scavi fatti sotto l’edificio.

Risalente all’epoca romana è pure l’acquedotto, una delle opere meglio conservate (non a caso) della cittadina molisana. Gli storici sostengono che l’acquedotto fu costruito tra le rocce sotterranee, per fornire acqua alle fontane esistenti in città, e alle case dei cittadini. Dall’epoca della sua costruzione sono passati circa due millenni e lui, beffandosi di mucchi di secoli, è ancora in funzione: ma quanto erano in gamba questi Romani? L’acquedotto è suddiviso in due parti: quella nord, che un tempo era al di fuori del centro abitato, che serve per riempire il pozzo nella porta nord del centro storico, e una parte che attraversa tutto il centro abitato, a bassa profondità. La modalità di raccolta delle acque nell’acquedotto è a dir poco ingegnosa: una serie di canali convogliano le acque verso un unico pozzo, che di fatto costituisce l’inizio dell’acquedotto vero e proprio.

Altro importante edificio romano giunto sino a noi è il Tempio di Giove, i cui resti sono sotto alla Cattedrale di Isernia, visibili in parte sotto alla Cattedrale, e in parte sotto il cortile dell’episcopio. Due sarcofagi presenti all’interno del Tempio sono stati utilizzati per effettuare delle sepolture cristiane; alcune informazioni sui sarcofagi lasciano intendere che ad esservi sepolti fossero dei vescovi. Interessanti sono le decorazioni policrome, dai colori brillanti, che ancora oggi si conservano all’interno del monumento. Le parti di architetture che sono crollate in seguito ai vari terremoti che hanno interessato la cittadina sono conservate all’interno del sito archeologico, nello stesso punto in cui sono crollate.

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