La rossa di Vignola

Autore La redazione di saporie.com

Le ciliegie di Vignola sono tra le più buone e conosciute al mondo – non è un caso che siano proprio queste, che si producono sulle prime colline appenniniche, tra le province di Modena e Bologna, a potersi fregiare del riconoscimento IGP.

Le varietà sono numerose: a fine maggio comincia la raccolta del durone “Bigarreau” e della “Mora di Vignola”; si prosegue quindi con il durone “Nero I”, dalla polpa intensa e gustosa, e con la cosiddetta “Anella”, caratterizzata dal color rosso fuoco e dalla polpa consistente. Fine giugno, poi, è il momento del durone “Nero II” e del “Ciliegione”, particolarmente gustosi e nutrienti. Tutte queste ciliegie sono sia deliziose al naturale sia indimenticabili sotto forma di conserve, che si tratti di confetture o di frutta sotto spirito.

Una particolarità: nel modenese vengono prodotte dal primo Novecento quando, a causa del crollo del prezzo della seta, le estese coltivazioni di gelsi furono soppiantate da quelle di ciliegi. La zona si rivelò subito ideale per la produzione di questo frutto, che predilige zone fresche e terreni neutri o subacidi. La raccolta viene tuttora effettuata a mano, quindi le ciliegie vengono trattate secondo un sistema di regole rigidissime, che ne evitano il deterioramento. Alcuni esempi: è necessario seguire una tecnica precisa per disporle nelle cassette e nelle ceste; la commercializzazione deve avvenire entro 24 ore dalla raccolta; i frutti devono essere maturi, sani e asciutti; se sono inadatti alla vendita devono vengono scartati e, infine, i trattamenti antiparassitari devono essere il più naturali e controllati possibile. 

Alle ciliegie Vignola dedica anche delle manifestazioni: in aprile si celebra la Festa dei ciliegi in fiore, durante la quale sfilano carri allegorici; a giugno si tiene invece una rassegna gastronomica dal titolo “Vignola: è tempo di ciliegie”, durante la quale viene allestito un mercato ricco di stand gastronomici, dove poter gustare in tante vesti queste prelibatezze della terra emiliana.

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